Vent’anni di degrado La parabola del Linificio - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Vent’anni di degrado
La parabola del Linificio

di Andrea Barrica

Da modello di sviluppo a simbolo di abbandono. La parabola del Linificio – Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda. Un lotto di 120 mila metri quadrati, risalente al 1873, eretto lungo il fiume leonardesco, da oltre vent’anni punto di riferimento per vandali e vagabondi.

CASSANO D’ADDA (MI) – Da modello di sviluppo a simbolo di abbandono. E’ stata questa la parabola del Linificio – Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda.

Un lotto di 120 mila metri quadrati lungo il fiume leonardesco costruito nel 1873. Officine e uffici che hanno fatto la storia dello sviluppo economico lombardo, e dell’intero Paese, sono oggi ridotti a una schiera di ruderi con le finestre sfondate, trasformandosi da luoghi simbolo della produttività a punto di riferimento per vandali e vagabondi.

E’ tra fine ‘800 e inizio ‘900 che, tra la Provincia di Milano e quella di Bergamo, è andata in scena la rivoluzione industriale: filande, setifici e vellutifici, oltre alle grandi centrali elettriche, dalla Bertini alla Taccani, che trasformavano la corrente del corso d’acqua per alimentare le aziende.

IL MEGLIO DELL’IMPRENDITORIA – Zona industriale per eccellenza, lungo le rive del fiume sorsero quasi contemporaneamente strutture ingegneristiche innovative come il ponte di Paderno d’Adda del 1889, opera che ha poco da invidiare alla Torre Eiffel, e il villaggio Crespi del 1878, esempio unico al mondo di ‘Company town’ dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Nato come uno dei complessi più grandi d’Europa, il Linificio – Canapificio è da sempre considerato uno dei fiori all’occhiello di questo territorio che ha fatto dell’imprenditoria e dell’operosità la propria identità.

UNA CITTA’ NELLA CITTA’ – Il complesso in oltre un secolo di attivitàha dato lavoro a migliaia di persone. Una città nella città che scandiva anche il ritmo delle giornate con il suono della sirena della produzione. E poi il Dopolavoro, cornice dove prendevano vita conoscenze, amicizie e amori tra dipendenti. In una parola: identità. Almeno tre generazioni di cassanesi si sono susseguite tra le mura dello stabilimento. Una continuità dissolta definitivamente nel 1995, dopo un lento declino. E’ in quell’anno che il Linificio – Canapificio ha chiuso i battenti una volta per tutte, segnando la fine di un epoca e stravolgendo per sempre la vita di una comunità.

I PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE – Da allora sono stati presentati tre progetti di recupero, che per diverse ragioni sono rimasti fino ad oggi soltanto sulla carta. Il più recente di questi, dopo una inchiesta locale per tangenti che ha bloccato l’amministrazione per circa due anni, nel 2013 prevedeva di recuperare il comparto con un dimezzamento della volumetria (da 300 a 150 mila metri cubi ) preservando alcune parti di pregio come i 100 metri di tettoia utilizzata come corderia e la ciminiera a Nord. Nulla di fatto. Ad oggi il complesso rimane una rovina industriale sulle rive del fiume. Fantasma del tempo che fu e testimone triste di un presente, se non di un futuro, fatto di abbandono e degrado.

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