Torre di Pisa, un simbolo nazionale - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Torre di Pisa, un simbolo nazionale

Cinquantasei metri di altezza, 14.523 tonnellate, 8 piani, 3 rampe di scale a chiocciola, 293 scalini. Questi sono i numeri della torre più famosa del mondo: quella che da sempre funge da bussola per l’orientamento di cittadini e turisti, quella che combatte ogni legge della fisica, quella che si staglia – fiera e imponente – nella bellissima piazza dei Miracoli, ostentando la propria inclinazione. Si tratta del campanile del Duomo, la cui costruzione iniziò il 9 agosto 1173 e terminato secoli più tardi.

di Irene Perfetti

Da quel lontano 17 marzo 1861 (il giorno in cui l’Italia è stata proclamata unita) abbiamo – noi tutti cittadini – sviluppato un senso di identità e appartenenza molto più grande. Ci siamo sentiti accomunati dalla lingua, dalle leggi, dalle tassazioni, dalle istituzioni. E poi anche dai principali monumenti. Erano “nostri” anche quelli che – in realtà – non si trovavano circoscritti all’interno del perimetro della città, ma – semplicemente – si trovavano sul suolo nazionale. Noi italiani ci sentiamo ugualmente rappresentati dalle “sporgenze” – le cosiddette “emergenze architettoniche” – che maggiormente identificano il territorio, che lo rappresentano. E, parallelamente, un occhio esterno – un turista, uno studioso – ci identifica con quelle stesse sporgenze.

Prendiamo la Torre di Pisa. La sua immagine è stampata su tutte le cartoline più banali e inflazionate. La sua statua è venduta in ogni città italiana. La sua particolarità è conosciuta in tutto il mondo. Tappa obbligata per tutti i turisti, è – volente o nolente – anche simbolo identificativo per tutti noi, che le passiamo distrattamente accanto e abbiamo fatto l’abitudine alla sua inclinazione.

LA TORRE PIU’ FAMOSA AL MONDO – 56 metri di altezza, 14.523 tonnellate, 8 piani, 3 rampe di scale a chiocciola, 293 scalini. Questi sono i numeri della torre più famosa del mondo: quella che da sempre funge da bussola per l’orientamento di cittadini e turisti, quella che combatte ogni legge della fisica, quella che si staglia – fiera e imponente – nella bellissima piazza dei Miracoli, ostentando la propria inclinazione. Si tratta del campanile del Duomo, la cui costruzione iniziò il 9 agosto 1173 e terminato secoli più tardi. Dopo aver gettato le fondamenta, queste non furono toccate per un anno intero. Molti uomini e molte braccia si diedero il cambio, durante i primi duecento anni, anche se – ancora – non è facilmente attribuibile a qualcuno la paternità dell’opera: forse di Gherardi, o dell’architetto Diotisalvi, che nello stesso periodo lavorava alla realizzazione del battistero (che presenta alcune conformità con la Torre), o dello scultore Bonanno Pisano (come sostenuto dallo storico d’arte Giorgio Vasari, a causa del ritrovamento di una lapide e un pezzetto di epigrafe). Concluso circa metà del terzo piano, cedette il suolo su cui poggia la base del campanile per dei sedimenti di argilla normalconsolidata morbida, conferendole un’inclinazione di circa 3,97°. Eppure, la Torre è rimasta in piedi per tutto questo tempo (e ne ha molto altro da vivere) perché dentro la sua base d’appoggio casca la verticale che attraversa il suo baricentro. Poi, nel 1275, Giovanni Pisano e Giovanni di Simone ripresero in mano l’impresa, gestendo l’inclinazione del campanile con la costruzione di altri tre piani “contrappeso” e aggiungendo al progetto conclusivo una cella campanaria. Solo nel 1350 i lavori furono conclusi, ma l’inclinazione tendeva ad aumentare.

NUMEROSI INTERVENTI DI RESTAURO – Furono necessari numerosi interventi di restauro. Il primo fra tutti fu ad opera di Alessandro Gherardesca, ingegnere pisano, il quale guidò una squadra di lavoratori che isolarono le fondamenta, portando a galla la presenza di una eccessiva quantità d’acqua. Ne venne aspirata una grande quantità dal sottosuolo, ma la sola conseguenza fu l’aumento della pendenza. Negli ultimi decenni del XX secolo il pericolo del crollo fu realmente concreto. Nel 1990 iniziarono i lavori di consolidamento, che si protrassero fino alla fine del 2001: l’inclinazione venne ridotta attraverso la cerchiatura di alcuni piani (una applicazione temporanea di tiranti di acciaio e contrappesi di piombo) e la sottoescavazione, facendo tornare la Torre a quella che – probabilmente – era 200 anni prima. Dal 2001 ha recuperato 4 centimetri. A stilare il “certificato medico” del monumento sono stati i professori Salvatore Settis, Carlo Viggiani e Donato Sabia, membri del gruppo di sorveglianza.

Continua a pendere, ma un pò meno. Per l’esattezza 4 centimetri in meno. La Torre di Pisa, uno dei monumenti più celebri al mondo che proprio a questa “anomalia” deve la sua fama planetaria, sta dunque meglio. A sostenerlo dati alla mano è il gruppo di sorveglianza composto da Salvatore Settis, Carlo Viggiani e Donato Sabia, che da oltre 17 anni tiene sotto osservazione i movimenti del campanile di piazza dei Miracoli.

Secondo il gruppo di studiosi, in vent’anni la torre campanaria ha recuperato circa 4 centimetri di pendenza e il suo stato di salute è dunque migliore rispetto al recente passato. Da quando è iniziata la cura per contenere i rischi dovuti alla eccessiva pendenza, la Torre di Pisa ha ridotto la propria inclinazione di circa mezzo grado e le oscillazioni adesso variano in media da uno a due millimetri all’anno.