Spoleto, la cassaforte dei tesori - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Spoleto, la cassaforte dei tesori

di Lorenzo Pedrini

Antica enclave longobarda schiacciata fra i territori imperiali del Nord e quelli papali e bizantini del Sud, la città, fra i centri più importanti della Valnerina, si è da tempo fatta carico della conservazione e del recupero di molti di questi capolavori, danneggiati eppure alla fine salvati, sul filo di lana, da un’irrimediabile distruzione

Ci sono terre fortunate, la cui bellezza è lo specchio della benevolenza che la natura ha loro riservato, e ce ne sono altre, ugualmente splendide, costrette invece a lottare ogni giorno per poter mostrare il proprio volto migliore. Piagata dagli sciami sismici dello scorso anno, oltre che da una millenaria convivenza con i terremoti e con un clima raramente benevolo, la Valnerina è fra queste ultime e nei mesi passati ha visto a rischio, oltre alla vita dei suoi figli, il futuro di altri suoi preziosi gioielli.

Questa tortuosa frattura fra le montagne, che si snoda lungo il fiume Nera dalle basse Marche alle foci del Tevere, nel cuore montuoso dell’Italia, ha infatti temuto di perdere, senza possibilità di ritorno, una parte rilevante delle magnifiche opere d’arte che costituiscono il suo patrimonio culturale. Antica enclave longobarda schiacciata fra i territori imperiali del Nord e quelli papali e bizantini del Sud, la città di Spoleto, fra i centri più importanti della Valnerina, si è da tempo fatta carico della conservazione e del recupero di molti di questi tesori, danneggiati eppure alla fine salvati, sul filo di lana, da un’irrimediabile distruzione.

TUTTO COMINCIA NEL ’97 – E’ così nato nel 1997, all’indomani del terremoto che colpì duramente Umbria e Marche e che fece crollare parte della Basilica di San Francesco ad Assisi, il Deposito per i Beni Culturali di Santo Chiodo di Spoleto, che accoglie, appena fuori dalla città, quasi 5mila manufatti affidati alle cure dei restauratori dell’Opificio delle pietre dure di Firenze e che ha deciso di svelare al pubblico i suoi segreti.

OSPEDALE ANTISISMICO – Tutto questo grazie al circuito Sistema Museo, che, con il patrocinio del Segretariato Regionale, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e della Regione Umbria, porterà appassionati d’arte e semplici curiosi alla scoperta di un ospedale antisismico per opere in via di guarigione, affollato di tele d’autore, suppellettili sacre e arredi di pregio. Fra pale d’altare dorate e imponenti crocefissi, immersi nei capolavori frutto di almeno mille anni di storia, si potranno in tal modo ammirare, con una guida qualificata al nostro fianco, le testimonianze artistiche messe in salvo grazie agli sforzi congiunti delle autorità e di un enorme numero di volontari, nei musei e nelle chiese di Norcia, Cascia, Peci e dell’intero territorio valnerino. Del resto, una terra che ha assistito con meraviglia e devozione alla predicazione di San Benedetto, San Francesco e Santa Chiara, così fiera delle proprie tradizioni iconografiche e religiose, non poteva che destinare alla sua arte sacra, e all’arte tutta, ogni attenzione della quale è capace.

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