“Ritratto di Innocenzo Massimino” di Boccioni: svelati i segreti del restauro - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
nereide-cavallo-marino-termopolio-pompei-regio-v
Nuova scoperta a Pompei: dagli scavi della Regio V affiora un thermopolium con affresco di Nereide
1 Aprile 2019
Cimitero di Staglieno, al via il Laboratorio didattico permanente
Cimitero di Staglieno, al via il Laboratorio didattico permanente
10 Aprile 2019

“Ritratto di Innocenzo Massimino” di Boccioni: svelati i segreti del restauro

Il lavoro dei ricercatori documentato sul “Journal of Cultural Heritage”: in primo piano le problematiche della tecnica a pastello utilizzata da Boccioni

Redazione

Colla animale, caseina, gomma arabica e la significativa assenza di oli e di resine: sono alcuni degli “ingredienti” dei pastelli utilizzati da Umberto Boccioni per realizzare il “Ritratto di Innocenzo Massimino”, identificati da un team di chimici dell’Università di Pisa esperti nel campo della scienza dei beni culturali.

Il gruppo guidato dalle professoresse Maria Perla Colombini e composto e Francesca Modugno, insieme ai dottori Anna Lluveras Tenorio e Jacopo La Nasa, ha infatti contribuito alla comprensione e al restauro dell’opera in collaborazione con la restauratrice Barbara Ferriani e con Danka Giacon, curatore del Museo del Novecento dove il quadro è conservato. Un lavoro svolto alcuni anni fa e che ha permesso di esporre nuovamente il quadro al pubblico nel 2016 a Palazzo Reale a Milano, in occasione di una grande mostra per il centenario della morte di Boccioni, ma che solo adesso i ricercatori descrivono da “dietro le quinte” in un articolo scientifico appena pubblicato sul “Journal of Cultural Heritage”.

Spiega Maria Perla Colombini – “Poco è noto sulla natura chimica dei pastelli usati in pittura nei primi del ‘900, sul loro degrado e su come affrontare un loro restauro. I pastelli sono costituiti essenzialmente da pigmenti inorganici polverizzati, come ferro per il rosso o piombo per il bianco, tenuti insieme da una piccolissima quantità di legante organico, dunque questo tipo di pittura mostra una grande fragilità poiché non si forma un vero film pittorico, dando luogo nel tempo a perdite di parti pittoriche”.

Il problema del distacco del colore è stata infatti proprio una delle problematiche affrontate nel restauro del dipintoRitratto di Innocenzo Massimino”, che Umberto Boccioni dipinse nel 1908.

Per il recupero del quadro è stata quindi fondamentale la conoscenza chimica dei materiali organici che compongono i pastelli resa possibile grazie alle analisi basate su cromatografia/spettrometria di massa, eseguite nei laboratori del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa. Dunque come hanno rivelato le indagini, sebbene la composizione dei pastelli utilizzati da Boccioni vari in funzione del colore del pigmento, colla animale e gomma arabica restano gli ingredienti fondamentali. Questo significa che a livello di restauro, per fissare il film pittorico, non sono stati usati consolidanti a base acquosa ma fissativi a bassa viscosità in solvente volatile.

Conclude la restauratrice Barbara Ferriani – “Le indagini chimiche hanno fornito un’opportunità unica di ottenere informazioni sulle tecniche utilizzate dagli artisti futuristi e sulla composizione dei pastelli nel primo novecento. I risultati sono stati fondamentali per l’individuazione del trattamento conservativo dell’opera e per la selezione del fissativo da applicare. In particolare, a seguito dell’indicazione della presenza di proteine e gomma arabica, e della assenza di lipidi come olii o cere, abbiamo deciso di applicare un fissativo a bassa viscosità che garantisce la massima compatibilità con i materiali costitutivi dell’opera“.