Regalate quelle colonie architetti innamorati - Il Giornale del Restauro
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Regalate a quelle colonie
architetti innamorati

Un'estate fa di Fabio Gubellini (1)

di Andrea Trebbi*

Il servizio di Andrea Barrica pubblicato nei giorni scorsi sull’abbandono delle colonie estive (ben documentate dal reportage fotografico ‘Un’estate fa’ curato da Fabio Gubellini) ha aperto un dibattito interessante e non solo tra gli addetti ai lavori. Ospitiamo oggi volentieri l’intervento dell’architetto Andrea Trebbi.

“Sei in un Paese meraviglioso” è un messaggio che infuria, fantastico quanto azzeccato! In effetti, in un Paese sconclusionato e probabilmente irrecuperabile lo scempio che quotidianamente constatiamo ovunque è ‘meraviglioso’, ovvero la sua imbarazzante dimensione desta meraviglia …!

Tra le innumerevoli inadempienze si annoverano i fatiscenti edifici di vacanza – le ‘colonie’ – costruiti prima del secondo evento bellico dello scorso ventesimo secolo.
Non posso allora che esimermi dal riaffermare come la nostrana trascuratezza culturale in materia di architettura e di paesaggio, parallelamente a quella di tante altre discipline, imperversi proprio dal tempo successivo a quel secondo evento bellico, diciamo da una cinquantina d’anni.

Le ‘colonie’, in sostanza, sono in ottima, quanto sconfortante, compagnia: il loro degrado, esito dell’ ‘ignoranza’ rivolta ad esse, esprime la condizione di generale disinteresse verso tutta la ‘cosa pubblica’; di ‘ignoranza’, appunto, verso il patrimonio costiero, il patrimonio archeologico, il patrimonio dell’edilizia sanitaria e sportiva, il patrimonio che interessa le infrastrutture dei trasporti …

reportage fotografico ‘Un’estate fa’ curato da Fabio Gubellini http://www.fabiogubellini.it/

Come per i contenuti di quest’elenco di ‘patrimoni’, gli edifici del Ventennio (alcuni di essi realmente straordinari) costruiti per la vacanza dei giovani e delle famiglie avrebbero preteso, e ovviamente pretendono, un’esemplare opera di riqualificazione mediante la prestazione del restauro aggiornato alla contemporaneità e di conversione a favore degli usi nell’attualità più appropriati: la funzione alberghiera, la funzione riabilitativa, la funzione museale, la funzione didattica o culturale …

Trattandosi di beni di proprietà pubblica, un’ipotesi certamente percorribile contempla l’azione di bandire specifici concorsi di progettazione ad invito, limitati per ciascun edificio ad una ristretta selezione di bravi architetti, aggiudicati da commissioni composte da soggetti di accertata competenza, cultura e imparzialità, dato, questo, fondamentale per decretare il successo delle gare di architettura a qualsiasi livello e scala.

In sostanza, quegli edifici pretendono che ad occuparsi di loro siano architetti capaci e meritevoli, gli unici che, nonostante tutto, perseverano a considerare invece ‘meraviglioso’ il tentativo di contribuire alla formazione e alla continuità della tonica salute ambientale del territorio.


*
Lo studio Andrea Trebbi Architetto apre nel 1980 per occuparsi di architettura, di pianificazione, di interni, di design e per svolgere prestazioni di coordinamento multi-inter-disciplinare.
Una costante applicazione dello studio si rivolge verso la valorizzazione dell’ambiente architettonico, ovvero di quel macrocosmo che costituisce ‘l’abitazione all’esterno’ dell’uomo: dalla sua salubrità dipende l’attecchimento di qualsiasi opera di architettura.

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