Preziose e vulnerabili le ceramiche del MIC - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Preziose e vulnerabili le ceramiche del MIC

di Claudia Casali e Valentina Mazzotti*

Una straordinaria realtà museale dedita a raccogliere e valorizzare arte ceramica di ogni luogo e di ogni periodo. I suoi 55.000 pezzi raccontano la storia di tutte le civiltà del mondo e, non a caso, nel 2011 esso è stato insignito dall’Unesco del prestigioso riconoscimento di ‘testimone dell’arte ceramica di tutto il mondo’.

Fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, il Museo annoverò fin dalle origini, accanto alle sale espositive, altri validi ausili di studio e conoscenza della produzione ceramica (la biblioteca che oggi conta oltre 67.000 volumi, la fototeca e una ricca sezione didattica di frammenti italiani da sterri). In linea con questa missione divulgativa e formativa nacque nel 1916 la Scuola di Ceramica (Regio Istituto poi Istituto Statale d’Arte per la Ceramica “G. Ballardini”, oggi Liceo del design), che operò sempre in stretta continuità con il Museo. Accanto ai corsi di arte e tecnologia ceramica fu attivato nel 1939 il corso di restauro, che riprese stabilmente la sua attività nel dopoguerra.

Il 13 maggio 1944 il Museo subì gravi danneggiamenti a causa di un’incursione aerea alleata che devastò tutta l’area faentina accanto alla stazione ferroviaria. Ingenti furono i danni alla struttura e alle opere, tanto che ancora oggi recuperiamo e restauriamo pezzi distrutti da quel bombardamento.

Sul finire degli anni Settanta il MIC si dotò di un Laboratorio di restauro, in continuità con l’esperienza già pienamente collaudata dell’Istituto d’Arte, sia per quella comunione di intenti dettata dalla pressoché simultanea fondazione di Museo e Scuola, sia per l’impiego di un gruppo di restauratori diplomatisi presso l’Istituto d’Arte.

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La finalità principale del Laboratorio di restauro è la conservazione sistematica della ceramiche conservate presso il Museo, di qualunque tipologia tecnologica, dalla terracotta alla porcellana, di provenienza archeologica e collezionistica. I restauratori del Laboratorio si dedicano ad un sistematico controllo dello stato di conservazione delle ceramiche del MIC, intervenendo in presenza di alterazioni e degradi in atto oppure di restauri degradati dal tempo. I prestiti di opere per mostre in Italia e all’estero o per mostre organizzate dal MIC sono una frequente occasione di revisione conservativa del patrimonio. Recentemente sono stati restaurate numerose ceramiche per la mostra itinerante The legacies of 1000 years of Italian Ceramics che inaugurerà il prossimo 9 dicembre presso l’Henan Museum di Zhengzhou e toccherà altri quattro musei cinesi, concludendosi nel marzo 2018.

Il Laboratorio di restauro del MIC svolge restauri anche su commissione per altri musei, Enti Pubblici e anche privati. Tra i vari interventi svolti nel tempo si segnalano quelli sulle collezioni del Museo della Ceramica di Deruta e di quello di Gubbio, del Comune di Albissola Marina e del Museo d'Arte Cinese ed Etnografico di Parma, sui corredi della farmacia Giuseppucci di Fabriano e dei Gesuiti di Novellara, sulla collezione Chigi-Saracini del Monte dei Paschi di Siena.

Negli anni il Museo ha prestato particolare attenzione anche alla formazione e all’aggiornamento sul restauro organizzando giornate di studio, in collaborazione con l’Istituto d’Arte di Faenza, e corsi di aggiornamento per restauratori. La formazione avviene anche con i giovani neolaureati: importanti collaborazioni sono in atto con la Sorbona di Parigi e con la Facoltà di Beni Culturali di Ravenna.

*Claudia Casali è la Direttrice del Mic (Museo Internazionale delle Ceramiche) di Faenza, Valentina Mazzotti è il Conservatore
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