Pompei, riaprono la Casa dei Ceii e il complesso di Giulia Felice - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Pompei, riaprono la Casa dei Ceii e il complesso di Giulia Felice

Riaprono al pubblico, a partire dal 1 novembre , due importanti dimore pompeiane, la Casa dei Ceii, celebre per le pitture che si dispiegano sugli alti muri del giardino con scene di ispirazione egizia e animali selvaggi e i Praedia di Giulia Felice, grande complesso residenziale con ampi spazi verdi, ricche decorazioni e il lussuoso quartiere termale privato.

La casa dei Ceii è una casa di epoca romana, sepolta durante l’eruzione del Vesuvio del 79 e ritrovata a seguito degli scavi archeologici dell’antica Pompei: chiamata anche casa della Caccia, casa di Fabia e Tiranno o casa della Regina Elena, deve il suo nome alla famiglia che l’abitava, quella dei Ceii.

La Domus dei Ceii era chiusa da diversi anni, mentre i Praedia di Giulia Felice erano stati in parte riaperti dopo il restauro degli apparati decorativi effettuato tra il 2015-2016 nell’ambito del Grande Progetto Pompei.

Oggetti di interventi di riqualificazione, regimentazione delle acque meteoriche e manutenzione delle coperture, resi necessari a causa di una progressiva perdita di funzionalità delle stesse, che negli anni stava esponendo ad un serio rischio degrado gli ambienti sottostanti, caratterizzati da intonaci decorati e pavimenti di grande pregio.

Gli interventi realizzati fanno parte del progetto “Italia per Pompei” finanziato con fondi della Comunità Europea POR-FESR 2007 -2013, che già aveva interessato altre case delle Regiones I e II, tra cui la Domus del Larario Fiorito e la Domus del Triclinio all’aperto, riaperte lo scorso anno.

La grande scena di caccia con animali selvatici che orna la parete di fondo del giardino della CASA DEI CEII, nonché i paesaggi egittizzanti popolati di Pigmei e di animali tipici del Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali attigue, torna, dunque, nuovamente visibile.

Soggetti che spesso ricorrono nella decorazione dei muri perimetrali dei giardini pompeiani, al fine di ampliare illusionisticamente le dimensioni di tali spazi ed evocare all’interno degli stessi un’atmosfera idilliaca e suggestiva. In questo caso, con ogni probabilità, il tema delle pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a Pompei negli ultimi anni di vita della città. Il grande affresco sarà presto oggetto di uno specifico restauro, che sarà realizzato “a vista” del pubblico.

Il grande complesso dei PRAEDIA DI GIULIA FELICE sorge alla fine del I sec. a.C. in seguito all’accorpamento di precedenti costruzioni in un unico complesso edilizio organizzato come una “villa urbana” caratterizzata dalla prevalenza di aree verdi. La proprietà si organizza in quattro diversi nuclei con ingressi indipendenti: una casa ad atrio, un grande giardino su cui si aprono una serie di ambienti residenziali, un impianto termale e un vasto parco.

Il nome di Giulia Felice ricorre in un’iscrizione dipinta in facciata dopo il disastroso terremoto del 62 d.C. in cui la proprietaria annuncia la locazione di parte della sua proprietà, ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. A questa epoca risale un unitario rinnovamento decorativo di gran parte degli ambienti, su cui spicca il triclinio estivo, in guisa di grotta con giochi d’acqua attorno ai letti conviviali, aperto sul portico scandito da pilastri marmorei. Il giardino munito di un euripo ricrea uno spazio idillico-sacrale, mentre il quartiere termale, riccamente decorato, è dotato di tutti gli ambienti canonici. La casa fu una delle prime ad essere scavate.

Si ricorda che dal 1 novembre al 31 marzo l’orario di apertura dei siti archeologici vesuviani sarà il seguente:

Pompei 9,00-17,00 (ultimo ingresso 15,30) sabato e domenica apertura ore 8,30

Oplontis, Stabia 8,30 -17,00 (ultimo ingresso 15,30)

Antiquarium di Boscoreale 8.30 – 18.30 (ultimo ingresso 17.00)