Pompei - dopo Leda affiora Narciso - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
Uno dei reperti antichi - d'epoca romana, etrusca, apula o della Magna Grecia - trafugati nei decenni dall'Italia e che all'Italia ora tornano (Ansa)
Torna in Italia arte trafugata – Accordo con Christie’s
13 Febbraio 2019
Firenze, il Corridoio Vasariano riaprirà nel 2021
18 Febbraio 2019

Pompei – dopo Leda affiora Narciso

Nell’atrio della stessa dimora dove era affiorata l’opera ritrovata a novembre, gli archeologi hanno riportato alla luce un’opera che ritrae il personaggio della mitologia greca mentre si guarda nella sua immagine, secondo l’iconografia classica.

Lo annuncia la direttrice ad interim Alfonsina Russo. “La bellezza di queste stanze ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo. Ciò sentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus“.

Stanza decorata con delicati ornamenti floreali

“L’intera stanza di Leda è caratterizzata da decori raffinati di quarto stile – spiegano gli archeologi che hanno condotto lo scavo con la direzione scientifica di Massimo Osanna -, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti, nature morte e scene di lotte tra animali”, spiegano gli archeologi.

Anche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama“. Gli esperti fanno notare che nell’atrio di Narciso è ancora presente “la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Mentre una situla bronzea, contenitore per liquidi, è stata rinvenuta accanto all’impluvio“.

Ambiente pervaso dal tema della bellezza

Nell’atrio della domus, dove è stato ritrovato l’affresco con il mito di Narciso “ben noto e più volte ripetuto a Pompei” – spiega Massimo Osanna – “tutto l’ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori.”