Notre-Dame de Paris dopo l'incendio: il Tesoro è salvo - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Notre-Dame de Paris dopo l’incendio: il Tesoro è salvo

Notre-Dame de Paris dopo l'incendio
L’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame de Paris, gioiello dell’arte gotica e emblema della capitale francese, è stato domato dopo dodici ore di lotta per i vigili del fuoco, che sono riusciti a salvare la struttura dell’edificio. Il portavoce dei pompieri ha assicurato che la situazione è sotto controllo.

Redazione

In salvo le opere d’arte

Il lavoro incessante dei vigili del fuoco è riuscito comunque a mettere in salvo tutte le opere d’arte, anche quelle presenti nel tesoro della Cattedrale, che sono state trasferite nella notte all’Hotel de Ville, la sede del comune di Parigi.

Saranno portate al Louvre già oggi o mercoledì: la Sacra Corona di Spine, quella che secondo la tradizione cattolica i soldati romani misero sul capo di Gesù per schernirlo poco prima della sua Crocifissione, un pezzo della Croce e un chiodo della Passione di Cristo.
Le due torri e le opere sono state messe al sicuro, in particolare il Tesoro, grazie al coraggio dei vigili del fuoco di Parigi. La Corona di Spine, la tunica di San Luigi sono ora custoditi nel municipio della capitale. L’organo è stato chiaramente leso, i grandi dipinti teoricamente hanno subito danni a causa dell’acqua. Bisognerà restaurarli“, ha spiegato Riester.

Bisognava tirarli fuori, in mezzo al fumo, tra pezzi di materiale incandescente che cadevano e proteggerli da tutto questo“, ha raccontato il generale Jean-Claude Gallet, comandante di brigata dei vigili del fuoco, spiegando le difficoltà aggiuntive che i pompieri si sono trovati ad affrontare. Le opere che non si è riusciti a portare fuori sono state messe al riparo dall’acqua che scendeva dall’alto.

Le donazioni e l’impegno per la ricostruzione

La “ricostruiremo“, ha promesso un emozionato Emmanuel Macron in un discorso tv. E la riposta dei francesi non si è fatta attendere. Il gruppo del lusso Lvmh ha annunciato una “donazione” di 200 milioni di euro al fondo dedicato alla ricostruzione della Cattedrale. “La famiglia Arnault (proprietaria del gruppo che controlla tra gli altri Fendi e Bulgari, ndr) e il gruppo Lvmh, in solidarietà con questa tragedia nazionale, si uniscono alla ricostruzione di questa straordinaria cattedrale, simbolo della Francia, del suo patrimonio e della sua unità“, scrivono in una dichiarazione inviata all’Afp. La famiglia Pinault, a capo di Kering, il gigante del lusso che controlla tra gli altri Gucci e Balenciaga, ha risposto all’appello e ha annunciato la donazione di 100 milioni di euro.

L’Ile de France, la regione di Parigi, ha stanziato 10 milioni di euro. Ma la solidarietà arriva anche dagli Stati Uniti: la French Heritage Society, un’organizzazione che ha sede a New York, dedita proprio alla conservazione dei tesori architettonici e culturali francesi, ha lanciato una pagina web di raccolta fondi. E già lunedì sulla piattaforma di crowdfunding Go Fund Me sono state create in tutto il mondo più di 50 pagine ispirate dal terribile incendio.

E’ polemica per l’intervento in ritardo dei pompieri

In Francia non mancano le polemiche sull’intervento dei vigili del fuoco, giudicato da molti troppo tardivo: “Abbiamo sentito le prime sirene dei pompieri solo 30 minuti dopo che la colonna di fumo si è alzata sulla cattedrale“.