L’Opificio delle Pietre Dure guarda al futuro - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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delle opere d’arte
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L’Opificio delle Pietre Dure
guarda al futuro

Opificio delle pietre dure

La Scuola dell’Opificio delle Pietre Dure è uno dei più importanti poli formativi italiani di Alta Formazione e di Studio, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per l’alto livello di preparazione dei suoi diplomati restauratori. Formare i restauratori di beni culturali è sempre stato infatti uno dei compiti dell’istituto già a partire dal 1975, quando l’Opificio venne riconosciuto come Soprintendenza e definito “Istituto specializzato per il restauro di opere d’arte operante sull’intero territorio nazionale” con la competenza dell’insegnamento del restauro, in coordinamento con l’ISCR.

di  Letizia Montalbano* Direttrice della Scuola d’Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure

 

La Scuola  dell’Opificio delle Pietre Dure è uno dei più importanti poli formativi italiani di Alta Formazione e di Studio, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per l’alto livello di preparazione dei suoi diplomati restauratori.

Dirigerla è un onore ma anche un grande impegno, un lavoro in continua trasformazione, che necessita di aggiornamenti e di una formazione sempre più manageriale, in linea con quelle che sono le indicazioni e i criteri del Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo. Formare i restauratori di beni culturali è sempre stato infatti uno dei compiti degli istituti come il nostro, già a partire dal 1975 quando l’Opificio venne riconosciuto come Soprintendenza e definito “Istituto specializzato per il restauro di opere d’arte operante sull’intero territorio nazionale con la competenza dell’insegnamento del restauro, in coordinamento con l’ISCR.

Le oreficerie dell'istituto

La scuola, fondata da Umberto Baldini, ha attivato i primi corsi nel 1978 e dunque nel 2018 festeggeremo 40 anni di attività in questo campo; sinceramente mi sento un po’ memoria storica della sua evoluzione essendo stata io stessa allieva e poi dall’1985 ad oggi, come dipendente dell’istituto, restauratrice, docente e dal 2009, direttrice della didattica. Fino al 2009 i corsi sono stati organizzati per settori; poi, in seguito all’emanazione del DM 87, la Scuola ha dovuto riorganizzarsi in modo radicalmente diverso. Dal momento che la legge prevede un ciclo unico quinquennale con 300 CF, suddiviso in materie teoriche e pratiche, organizzato in percorsi formativi professionalizzanti, abbiamo subito compreso che si trattava di una profonda rivoluzione strutturale, che ha  finalmente portato all’equiparazione del titolo rilasciato con quello della laurea magistrale LM/R 02.

Giovani allievi della scuola a lavoro su di un affresco

Giovani allievi della scuola

PERCORSI FORMATIVI – L’alto numero dei settori attivi all’OPD ha permesso di ottenere facilmente l’accreditamento di ben 5 dei 6 Percorsi Formativi Professionalizzanti, previsti dall’allegato A del DM. 87 ossia:

1)Materiali lapidei e derivati: superfici decorate dell’architettura

2)Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile; manufatti scolpiti in legno; arredi e strutture lignee; manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati, e/o dipinti

3)Materiali e manufatti tessili e pelle

4)Materiali e manufatti ceramici e vitrei; materiali e manufatti in metallo e leghe

5)Materiale librario e archivistico; manufatti cartacei; materiale fotografico, cinematografico e digitale

Intervento di restauro su un reperto archeologico

Intervento di restauro su un reperto archeologico

L’offerta formativa è cambiata rispetto al passato: è una formazione più complessa che si occupa anche di arte contemporanea e di materiali archeologici, nonostante l’OPD non abbia settori specifici dedicati a queste branche. In questi anni, le maggiori integrazioni nella didattica si sono applicate alle materie scientifiche (soprattutto in alcuni campi della fisica applicata alla diagnostica) ma anche alle materie giuridiche ed economiche, che sono divenute basilari per la professione del restauratore; a livello pratico di certo è forse l’attività di laboratorio del PFP 5 ad essere molto diversa, in quanto si occupa ora anche del restauro dei materiali fotografici, digitali e cinematografiImportante era, ed è come sempre, l’ esperienza dei cantieri in l’Italia e all’estero: dal Monastero della Verna (AR) alla Cineteca di Rimini; lo Studio-Museo di Pellizza da Volpedo a Volpedo (AL); l’Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia, il Monastero di Citerna, la Chiesa di Fontelucente a Fiesole, la basilica di San Lorenzo e di Santa Maria Novella a Firenze, il Monastero di Monteserrat in Spagna e il laboratorio di primo intervento per il sisma del 2012 a Sassuolo, solo per citarne alcuni.

Analisi su un dipinto

COLLABORAZIONI E NUOVE SFIDE – Molte sono anche le collaborazioni esterne con università e musei: l’Università degli studi di Firenze e Pisa, la Soprintendenza Archeologica della Toscana e di Pompei, la Fondazione Fratelli Alinari, con cui dal 2008 organizziamo corsi sul Restauro dei materiali fotografici, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato, il Museo Nazionale di Cosnia Erzegovina a Sarajevo. Sicuramente oggi dobbiamo formarci nell’ambito di nuovi campi come l’arte contemporanea e i beni demoetnoantropologici, testimonianze dell’artigianato, dell’industria e delle arti, che obbligano il mondo del restauro a riflettere su aspetti della loro conservazione poco o niente codificati. Per questo nel 2011, con un po’ di anticipo sui tempi, ho organizzato un Master universitario di I livello (per 25 studenti) nel campo della conservazione dell’arte contemporanea, grazie da un finanziamento dell’INPDAP e alla partecipazione di partner di eccellenza come il Centro Luigi Pecci e il Museo del Tessuto di Prato, il Museo Marino Marini di Firenze, la Galleria Continua di San Gimignano e la Collezione Gori di Santomato a Celle.

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I frutti di questa iniziativa sono stati molti e ne sono fiera: i partecipanti hanno avuto numerose occasioni professionali che li hanno introdotti in università, accademie e in progetti di ricerca di importanti istituzioni estere.

Ma la SAF in questi anni si è occupata di tante altre iniziative volte a valorizzare sia la sua attività come ente formativo sia creare opportunità per i propri studenti: borse di studio, convegni, documentari, pubblicazioni, stage attivati grazie a specifiche convenzioni, ad esempio con il CulturArts IVC+R di Valencia, la National Gallery di Dublino e i laboratori dei Musei Vaticani.

Quali le prospettive future? Da novembre abbiamo iniziato un grande progetto formativo internazionale, l’ITP (International Training Project), che il MiBACT ha finanziato per promuovere alcuni suoi istituti di eccellenza. Sono corsi per studenti stranieri, attività di cui ci occuperemo fino al 2018, ma stiamo organizzando anche corsi di aggiornamento in vari ambiti e per varie figure professionali, come pure dell’ultima ora è un accordo quadro fra l’OPD, l’ISCR, il MiBACT e le Soprintendenze regionali della Sardegna per collaborare alla nascita di un nuovo polo formativo a Sassari.

Insomma…..il da fare non manca come non mancano le idee. Purtroppo manca il personale ma mi auguro di vedere entrare presto tanti giovani, di varie professionalità e di poter lavorare ancora con loro.

 

*Letizia Montalbano è  la direttrice della Scuola d’Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure, direttore tecnico del settore Materiali cartacei e membranacei dell’istituto e responsabile dell’ ITP International Training Project ( progetto corsi internazionali) 2016-2018 del MiBACT. E’ una restauratrice specializzata negli interventi su disegni e stampe  e ha una laurea in Storia dell’Arte medievale e moderna presso l’università di Urbino.

 

Tra i restauri da segnalare: Giovannino de ’Grassi, Taccuino di disegni, Biblioteca Civica, Bergamo;

Guido Reni, Angeli con simboli della Passione, 2 cartoni preparatori,  Modena, Galleria Estense;

Ludovico Carracci, La Fortezza e la temperanza, cartone preparatorio, Milano , Pinacoteca di Brera;

Guido Reni, L’assunta, cartone preparatorio, Milano, Pinacoteca di Brera;

Beato Angelico, La Crocefissione, miniatura, Abbazia di Vallombrosa;

Attr. a Leonardo, Studio di piede, disegno, Codice Resta, Milano, Biblioteca Ambrosiana;

Raffaello, Studi per la Disputa del sacramento, Disegno, Codice Resta, Biblioteca Ambrosiana;

Attr. Leonardo, Testa di Leda, disegno, Milano Castello Sforzesco;

Giovanni Segantini: L’amore alla fonte della Vita, ventaglio su pergamena , GAM, Milano;

Francesco Hayez, Corpus dei disegni, Accademia di Belle Arti di Milano;

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Studi per il Quarto Stato, Studio Museo, Volpedo;

Franco Zeffirelli, Bozzetto per l’opera Troilo e Cressida, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino;

Federico Fellini, Disegni con soggetti vari ( Rimini, Cineteca)

 

E’ autrice di  numerose pubblicazioni sul restauro di disegni e opere su carta e pergamena. (vedi sito OPD)