L’importanza dei dati fotogrammetrici sul patrimonio architettonico - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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L’importanza dei dati fotogrammetrici sul patrimonio architettonico

rilievo fotogrammetrico palazzo Ducale di Gubbio
Per un corretto intervento di conservazione, restauro e valorizzazione del patrimonio architettonico non si può prescindere dalla raccolta di dati di rilievo metrico sul bene stesso.

Nicola Potenza

La necessità di documentare e catalogare in termini organici ed uniformi il patrimonio architettonico di cui disponiamo, è la diretta conseguenza delle frequenti considerazioni sulla vulnerabilità dei nostri beni culturali.

Risulta però complesso comprendere ai non addetti ai lavori che un dato metrico bidimensionale non garantisce una corretta informazione su un bene di natura tridimensionale come un bene architettonico, proprio perché il rilievo metrico non dona informazioni sulla attendibilità delle geometrie rilevate.

Semplificando il concetto, qualora un qualsiasi bene architettonico subisse pesanti lesioni strutturali (come ad esempio il crollo di una cupola), il rilievo metrico risulterebbe totalmente insufficiente nei processi di ricostruzione e restauro. Quindi è necessaria la costruzione capillare di un database accessibile e standardizzato di informazioni complete sul patrimonio architettonico.


schema tipo di rilievo fotogrammetrico
fonte:  Cipa, heritage documentation (cipa.icomos.org)

Ovviamente questo processo di catalogazione deve essere inquadrato all’interno di un sistema di risorse economiche e di gestione dei dati che spesso, a livello ministeriale, è ridotto ai minimi termini.  

Su questa ottica Unesco e ICOMOS hanno inaugurato con CIPA (Comité International de la Photogrammétrie Architecturale), una iniziativa che detti regole standardizzate e accessibili per un rilievo architettonico con dati elaborabili attraverso l’uso della fotogrammetria architettonica. Una tecnica anche adoperata per fini di rilievo territoriale a scopo bellico fra le due guerre, ma particolarmente utile alla documentazione architettonica grazie alla semplicità e al bassissimo costo di applicazione.

La fotogrammetria architettonica consente di rilevare la forma, la posizione e le dimensioni di un oggetto architettonico, tramite due fotografie dello stesso oggetto.


schema tipo di rilievo fotogrammetrico
fonte: microgeo.it

Sono sufficienti una macchina fotografica digitale e alcune accortezze nella determinazione degli scatti fotografici. Ne deriva un’immagine con punti di riferimento e dati che, se opportunamente archiviati, possono essere rielaborati ed associati all’occorrenza ad altre tecniche di rilievo più sofisticate fino all’elaborazione di un rilievo tridimensionale. Questa tecnica iniziale, inoltre, non necessita di particolari conoscenze professionali nella raccolta dei dati che possono essere successivamente rielaborati dai rilevatori.

Questo permette un notevole risparmio delle operazioni di raccolta dei dati metrici grazie alla standardizzazione e alla fruibilità da parte dei professionisti. I dati fotogrammetrici risultano ovviamente preziosissimi se vengono adoperati prima di eventi catastrofici come corretta azione di conoscenza preventiva.

In un territorio fortemente sismico come quello italiano, è indubbia l’utilità di acquisire questa buona prassi con campagne di rilievo dal costo irrisorio e promuovere, o meglio normare come in molti stati europei, l’uso della fotogrammetria architettonica per contribuire alla creazione di un patrimonio di dati utili al controllo e alla progettazione sui beni culturali.

Foto apertura -  sezione longitudinale Palazzo ducale di Gubbio, fotogrammetria e tecniche integrate.
fonte: Vittorio Scolamiero, Politecnico di Torino.