Le ricostruzioni 3D per riscoprire le antiche meraviglie del passato - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
Lorenzo Sassoli de Bianchi
IMPRENDITORE TRA ARTE E TECNOLOGIA
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Le ricostruzioni 3D per riscoprire le antiche meraviglie del passato

Fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica della Casa del Poeta Tragico (Pompei)
La fruizione dei beni culturali oggi non può prescindere dal processo di digitalizzazione che riguarda tutti gli ambiti nel quotidiano. A prescindere dalla conservazione e dal restauro dello stesso patrimonio, obiettivo fondante di qualsiasi istituzione preposta alla valorizzazione degli stessi è una comunicazione rivolta ad un pubblico sempre più vasto e con differenti livelli di lettura. Per queste ragioni risulta assai ragionevole sperimentare sugli stessi beni culturali, in particolar modo sul processo di fruizione degli stessi, avvalendosi delle tecnologie attuali per suggerire la suggestione del patrimonio ad un pubblico oggi ormai altamente digitalizzato.

Nicola Potenza

Queste premesse ben si attuano in particolar modo sul patrimonio di natura archeologica, un patrimonio che testimonia la storia di un territorio e di una civiltà, ma spesso di difficile lettura soprattutto ad un pubblico non avvezzo alla fruizione archeologica.

Le ricostruzioni 3D e la fruizione aumentata attraverso la realtà virtuale permettono una semplice divulgazione del patrimonio di volta in volta ricostruito modificando l’esperienza museale del visitatore senza inficiare minimamente sulla fisicità del bene stesso.

A tal proposito il MAV , Museo Archeologico Virtuale di Ercolano rappresenta un interessante innovazione unica al mondo in termini di museografia e museologia. La fruizione museale punta infatti totalmente sulle suggestioni e le fascinazioni date dalla ricostruzione delle due prospere città romane di Pompei ed Ercolano prima della distruzione avvenuta nel 79 dopo Cristo a seguito dell’eruzione vesuviana.

Raffaele Gentiluomo*, Editor 3d del Museo Mav, descrive per il lettori del Giornale del Restauro questa nuova figura professione e le fasi di una ricostruzione in 3D di una Domus Romana.

Visto il carattere innovativo del suo mestiere sui beni culturali, ci parli del suo percorso formativo e della metodologia usata nelle ricostruzioni tridimensionali.

“Mi sono specializzato in 3D Computer Grafica circa 18 anni fa, all’epoca la Computer Grafica era una tecnica digitale quasi sconosciuta in Italia. Nel 2008 sono stato assunto dal Museo MAV di Ercolano, e da li ho avuto la possibilità di realizzare i contenuti che ad oggi sono esposti nell’Exhibit  museale.

Realizzare un film in 3D Computer Grafica è un lavoro certosino, richiede passione e molte ore di lavoro al computer. E’ una professione che richiede un’approfondita conoscenza dei più avanzati software del 3d, ma anche nozioni di fotografia, regia, montaggio, illustrazione e arti visive.

Foto del museo Mav,fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica della Casa del Citarista (Pompei)
Fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica della Casa del Citarista (Pompei)

In merito alla metodologia di lavorazione è essenziale una accurata iniziale ricerca scientifica sul patrimonio da ricostruire per poi procedere alla creazione dello storyboard. Si inizia pertanto dopo aver determinato quale domus ricostruire virtualmente, avendo l’accortezza di scegliere il manufatto più rappresentativo in termini di valenza storico/artistica. Seguono più sopralluoghi che spesso sono il momento di nascita dello storyboard.

Dopo una massiccia campagna fotografica, si procede, sempre affiancati dai consulenti scientifici (archeologi o storici dell’arte), con un’accurata ricerca del materiale storico, consultando anche testi o documentazione presso gli archivi delle Soprintendenze. In tal modo si accumula del materiale di valenza scientifica tale che ci permetterà di raggiungere un’ipotesi attendibile degli ambienti da ricostruire.”

Volendo sintetizzare e semplificare per i nostri lettori, quali sono le fasi di elaborazione al computer che lei esegue?

“La prima fase con l’uso di software 3d consiste nella modellazione degli elementi principali della Domus (pareti, pavimenti, soffitti, tetti, peristili) poi si procede nel realizzare in 3D ogni dettaglio: decori, arredi, statue, lesene, larari, lanterne, vegetazione, etc.

Segue la fotocomposizione con software appositi, effettuando un vero e proprio restauro ricostruttivo virtuale. La fase di maggiore dettaglio è quella inerente l’elaborazione delle “textures” da applicare ad ogni singolo elemento ricreato in  3d, una fase importantissima che richiede un minuzioso lavoro  di rigenerazione dei disegni e dei colori dell’epoca.

Dopo aver completato la modellazione del patrimonio stesso secondo la scientificità prima accennata, segue l’elaborazione più creativa nella generazione delle figure umane delle luci di scena, un processo similare a quello che si effettua nella lavorazione di un film di animazione. Le telecamere virtuali vengono animate simulando carrellate, zoomate dei vari ambienti, riprese aeree, seguendo lo storyboard realizzato nelle fasi precedenti.

Una delle fasi finali è l’elaborazione dei rendering delle varie scene 3d impostate. Si ottengono così i numerosi fotogrammi che uniti in sequenze video passano alla fase di post-produzione per la correzione del colore e l’integrazione di effetti ambientali (fumi, vapori, nebbie, bagliori). Si conclude con l’ultimo e importantissimo processo di montaggio del video e il mixaggio audio con l’aggiunta di voce narrante, musiche ed effetti sonori.”

Il MAV di Ercolano negli ultimi anni sfiora le 100 mila presenze e collabora con musei di lignaggio internazionale. In cosa consiste l’originalità dei contenuti che rende questo museo unico al mondo?

“Negli ultimi tempi il Museo MAV ha stretto collaborazioni internazionali con colossi museali come il British di Londra o il Getty Villa, ciò ha reso il mio lavoro molto esaltante, ma allo stesso tempo con una maggiore responsabilità nell’ottenere un’opera soddisfacente che sia all’altezza di essere esposta in musei di fama mondiale.  Questo dato è rappresentativo della qualità dei contenuti proposti.

E’ molto importante però effettuare un distinguo nella ricostruzione tridimensionale volta alla divulgazione trasmessa in documentari televisivi o su specifiche riviste culturali rispetto ai contenuti museali. Queste ultime devono permettere un Exhibit  di natura emozionale che ogni giorno è sotto gli occhi di una fascia di pubblico abbastanza vario in termini di età, nazionalità, cultura.

Cerco pertanto di creare un filmato che, oltre all’aspetto didattico-scientifico, si avvicini ad un linguaggio comunicativo visivo, originale ed inedito, che vada oltre la fruizione del patrimonio archeologico attraverso lo studio della fotografia, delle luci e dei colori. L’ambizione è raggiungere una resa visiva realistica e suggestiva, ricreando le atmosfere e  le scene di vita quotidiana di duemila anni fa. Il risultato è un contenuto coinvolgente sul piano emozionale, con la  possibilità di  lasciare al visitatore un ricordo emotivo, la sensazione di rivivere momenti nelle antiche città Romane preesistenti sul nostro ricco territorio archeologico.”

Fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica delle Terme Centrali (Ercolano)
Fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica delle Terme Centrali (Ercolano)

Grazie di aver condiviso la sua esperienza.

Vista la natura innovativa di tale musealizzazione è importante effettuare alcune precisazioni in merito al termine “valorizzazione”del patrimonio.

I musei e le istituzioni culturali devono necessariamente raccogliere la sfida di una fruizione che sia contemporanea e che viene sfidata perennemente dal sistema di intrattenimento (anche culturale) che utilizza le tecnologie attuali. Pertanto ibridare la contemporaneità con la fruizione del patrimonio non può che giovare alla divulgazione stessa e alla valorizzazione del patrimonio.

Detto ciò è importante sottolineare che non si può prescindere dalla scientificità e dal rigore accademico. Nelle fasi di ricostruzione e rielaborazione anche di semplici immagini e di video si deve evitare lo spiacevole equivoco di confondere una ricostruzione scientifica rispetto ad atmosfere e ambienti mai realmente esistiti, questo di contro è tutto fuorché valorizzante del patrimonio.

L’esperienza del museo archeologico virtuale di Ercolano può essere un valido strumento di riflessione su quanta e in quale misura la virtualità possa contribuire alla valorizzazione del patrimonio fisico e in che modo la virtualità possa contribuire alla valorizzazione di un patrimonio museale.

*Raffaele Gentiluomo, Editor 3D, specializzato in ricostruzioni in Computer Grafica 3D, principalmente applicata al settore dei Beni Culturali. Si è formato alla Scuola Italiana di Comix nel 2002 iniziando a realizzare i primi filmati in Computer Grafica 3d di ricostruzioni storiche su Pompei, Stabia, Capri, Ercolano.

Dal 2008 è  l’Editor 3D  del MAV Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, dove cura i filmati esposti nel percorso museale, che ricostruiscono in 3D le antiche città di Pompei ed Ercolano distrutte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.c. 

Immagini: 
Foto del museo Mav,fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica della Casa del Citarista (Pompei) 
Fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica della Casa del Poeta Tragico (Pompei)
Fotogramma del filmato in 3D Computer Grafica delle Terme Centrali (Ercolano)
Copyright : Fondazione Cives – Mav Museo Archeologico Virtuale
Autore: Raffaele Gentiluomo

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