Le politiche culturali a sostegno del territorio: Biella, distretto creativo da salvaguardare - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Le politiche culturali a sostegno del territorio: Biella, distretto creativo da salvaguardare

le tre sedi della mostra -Il Rinascimento a Biella-
Italia, paese di città, borghi d’arte e mestieri. Il distretto produttivo biellese, internazionalmente noto per la produzione manifatturiera dalla storia secolare di filati di alta qualità, è attualmente oggetto di valorizzazione attraverso la candidatura dell’intero territorio all’UNESCO in qualità di distretto creativo da salvaguardare.

a cura di Nicola Potenza

Il progetto si inserisce all’interno del Creative Cities Network (UCCN), circuito fondato nel 2004 da UNESCO per promuovere la collaborazione fra città che hanno individuato nella creatività l’indirizzo strategico del loro sviluppo urbano sostenibile, con il chiaro fine di porre l’industria culturale al centro delle loro attività di cooperazione territoriale e internazionale.

Al di là della candidatura è interessante analizzare il reciproco sostegno fra “industria produttiva tessile” e “industria culturale” attualmente in moto.

La prima promuove e sovvenziona restauri importanti consentendo alla seconda di attivare mostre di rilievo internazionale e di inaspettato richiamo scientifico che avvalorano il potere e la lungimiranza della prima.

In tal modo l’una rafforza il peso dell’altra ponendo come manifesto obiettivo l’esito positivo della candidatura Unesco, peraltro sostenuta dal Fai e da altri importanti gruppi che sul distretto tessile operano come Zegna, Hermes, Louis Vuitton ecc.

All’interno di questo circolo virtuoso si inserisce la mostra “Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli. 1519 – 2019 curata a Mauro Natale, visitabile fino al 18 agosto 2019. Si propone di illustrare la ricchezza culturale e figurativa della città grazie al mecenatismo di Sebastiano Ferrero e della famiglia lungo il ‘400/’500. La mostra è articolata in tre prestigiose sedi storiche del tessuto urbano biellese: Palazzo Ferrero, Palazzo la Marmora e il Museo del territorio Biellese. Con l’esposizione di importanti opere provenienti da più collezioni pubbliche e private quali manoscritti, documenti, disegni, paramenti sacri, vetrate, oreficeria liturgica e tavole di straordinaria rilevanza. Nella fattispecie molte di esse hanno beneficiato di importanti interventi di restauro e conservazione. Fra le molte, ad esempio, la pala con Adorazione del Bambino e Santi di Defendente Ferrari, le tavole del Maestro dei Santi Cosma e Damiano e il trittico della Famiglia Ferrero, con una rappresentazione della Vergine delle Rocce leonardesca realizzata da Bernardino de Conti, e ricomposto dopo 500 anni in occasione della mostra.

La cultura come veicolo promozionale di un territorio di successo è contemporaneamente sostenuta dalla mostra “Padre e Figlio” a cura di Alberto Fiz.  Un inedito dialogo artistico fra rappresentazione figurativa e contemporanea secondo i linguaggi creativi di Ettore Pistoletto Oliviero e di Michelangelo Pistoletto, una delle voci attualmente più rilevanti dell’arte contemporanea internazionalmente riconosciuta. Anche questa mostra si dipana in tre sedi emblematiche del biellese : Palazzo Gromo Losa, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Casa Zegna, visitabile fino al 13 ottobre 2019.

Un intero tessuto urbano e provinciale periferico rispetto ai grossi centri culturali (ma considerevole nei processi produttivi) può assumere rilevanza culturale internazionale grazie al dialogo fra realtà produttive e accorte politiche culturali. Il tutto a dimostrazione del fatto che il patrimonio storico-artistico, seppur senza finalità prioritaria, può produrre sostegno e interesse anche di natura economica.