L’Aquila non si rassegna: “Vogliamo rinascere” - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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L’Aquila non si rassegna: “Vogliamo rinascere”

di Lorenzo Pedrini

A otto anni di distanza dal sisma che ha messo a rischio l’intero patrimonio monumentale della città le istituzioni, dopo gli innumerevoli sforzi già profusi in questo senso, hanno iniziato negli ultimi tempi a promuovere visite guidate ai cantieri di restauro sparsi per il territorio. Per mostrare, a un tempo, le modalità e l’oggetto dei molti interventi di ristrutturazione in corso

Nel luogo che diede i natali a colui che passò alla storia per il suo gran rifiuto, a dire no, in questi anni, è stato un popolo intero. Gli abitanti della ‘Regina degli Appennini’, L’Aquila, patria di quel Pier dal Morrone che abbandonò il soglio pontificio suscitando il feroce biasimo di Dante Alighieri, non si sono mai rassegnati alla perdita del loro patrimonio monumentale e, a otto anni di distanza dal sisma che lo ha messo a rischio, sono ora in prima linea sul fronte del suo salvataggio.

Le istituzioni cittadine, infatti, dopo gli innumerevoli sforzi già profusi in questo senso, hanno iniziato negli ultimi tempi a promuovere visite guidate ai cantieri di restauro sparsi per il territorio aquilano, per mostrare, a un tempo, le modalità e l’oggetto dei molti interventi di ristrutturazione in corso.

TURISMO DEL RESTAURO – L’adesione, ad un progetto che ha preso vita pochi giorni fa, durante la seconda edizione di “Officina L’Aquila – Incontri internazionali”, organizzata dall’Ance abruzzese e da Carsa srl, è stata subito massiccia. Lo chiamano già turismo del restauro e, in bilico tra laboratorio didattico e sopralluogo professionale, è per ora il punto di vista più realistico dal quale osservare il passato, il presente e il futuro della capoluogo abruzzese. La manifestazione ‘Cantieri aperti‘, realizzazione concreta di un’idea nata da diversi anni e che si è valsa, per l’occasione, della competenza del personale tecnico del Cpt locale, ha fatto segnare, del resto, numeri da record, con un quarto del totale delle richieste pervenute che ha dovuto essere purtroppo respinto, per motivi di sicurezza.

VISITE A QUOTA 750 – Nei tre giorni di ispezioni guidate alle numerose officine di recupero coinvolte, infatti, le visite consentite sono state 750, limitate a 250 presenze giornaliere e riservate per metà a professionisti del settore, tra architetti, ingegneri e tecnici della più varia estrazione. L’altra metà dei posti, invece, è stata occupata da centinaia di studenti universitari, provenienti non solo dalle facoltà di Ingegneria dell’ateneo aquilano ma anche dalla facoltà di Architettura di Pescara e dalle università di Camerino e ‘La Sapienza‘ di Roma.

Restauratori al lavoro

Professionisti di oggi e di domani, dunque, che insieme hanno potuto visitare il meglio della città che fu e che sarà di nuovo, divisi tra l’elegante Teatro Comunale, il Palazzo dell’Arcivescovado, l’antico Palazzo Notar Nanni, Palazzo Carli Porcinari e Palazzo Camponeschi, già sede della facoltà di Lettere dell’Università. Sono, questi, dalle residenze medievali e cinquecentesche ai più moderni esempi di infrastrutture ottocentesche, tra i cantieri più importanti di un enorme programma di recuperi che interessa oltre 150 siti e che riqualificherà in base a criteri antisismici buona parte del centro storico, riportandolo al suo primo splendore. Si annuncia, quindi, una nuova primavera per L’Aquila e gli aquilani, che dopo un lungo inverno durato troppi anni potranno respirare di nuovo l’aria della loro città, anche perché per primi hanno rifiutato di abbandonarla.

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