L’Academy Museum of Motion Pictures, il nuovo museo a firma di Renzo Piano - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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L’Academy Museum of Motion Pictures, il nuovo museo a firma di Renzo Piano

a cura di Nicola Potenza

La valorizzazione e la diffusione del patrimonio culturale e del territorio sono temi che vanno trattati con un approccio non soltanto puramente conservativo. Un paese occidentale come l’Italia necessita di una nuova forza propulsiva nel determinare progetti che abbiano ampio respiro di natura internazionale per la diffusione della cultura artistica italiana, non solo antica e moderna ma anche contemporanea.

Di recente il MAXXI di Roma ha ottenuto straordinari risultati in termini di presenza e di crescita all’interno del tessuto museale italiano, questo è un dato che deve far molto riflettere sul potenziale di accrescimento territoriale dato dal patrimonio culturale. La progettazione di contenitori museali contemporanei di rilievo rappresenta un volano culturale ed economico non indifferente se ben integrato con un sistema culturale territoriale permeabile e competitivo.

Risulta doveroso da parte del giornale dare notizia dell’apertura di un museo di sicuro richiamo internazionale come l’Academy Museum of Motion Pictures, museo disegnato da Renzo Piano Building Workshop. Il museo è stato fondato a Los Angeles dall’ Academy of Motion Picture Arts and Sciences, impegnata in primo luogo, nonostante le molteplici attività, al conferimento dei premi Oscar nell’ambito della cinematografia

Aldilà della qualità o meno espositiva delle collezioni presentate, è interessante effettuare una riflessione sul sistema culturale integrato all’interno del quale si vuole inserire il nuovo museo.

La città metropolitana di Los Angeles ha creato una vera e propria rete museale sulla cosiddetta “Museum Row nel quartiere di Miracle Mile. Il museo sorge tra Wilshire Boulevard e Fairfax Avenue ne pressi di altri musei di rilievo come il Los Angeles County Museum of Art (LACMA), il museo dell’automobile Petersen Automotive Museum, il museo di architettura e design A+D Architecture & Design Museum, il museo di arte popolare e artigianato Craft and Folk Art Museum e il sito preistorico e paleontologico dei La Brea Tar Pits.

L’intento è, chiaramente, creare una politica che possa far divenire la città come centro nevralgico, non soltanto dell’intrattenimento statunitense ed internazionale, ma anche come città competitiva sul piano dell’offerta culturale che non sia solamente legata al mondo della cinematografia. 

Il progetto, firmato da Renzo Piano Building Workshop, prevede la conservazione di un magazzino del 1939, a memoria dello peculiare stile “Streamline Moderno” dell’epoca (che semplificando, possiede caratteri parecchio similari allo “stile transatlantico” di periodo Fascista), affiancata da una nuova volumetria sferica e monumentale detta “La Sfera”. Secondo il progettista, Renzo Piano, “La nuova struttura, l’edificio Sfera, è un volume che pare sollevarsi da terra verso quel perpetuo viaggio immaginario attraverso lo spazio e il tempo che è il cinema”

Dal punto di vista progettuale la soluzione appare interessante perché l’intera struttura non è dedita soltanto alla funzione di natura espositiva. Esistono, infatti, molte funzioni accessorie alla esposizione che permettono al visitatore di finalizzare le esperienze di visita attraverso e non solo sale espositive per la collezione permanente temporanea, come di norma, ma anche due sale rivolte a proiezioni cinematografiche e rappresentazioni teatrali, laboratori e spazi didattici , centri studio e biblioteca  e, ovviamente, luoghi rivolti alla ristorazione e agli shop culminanti in una terrazza panoramica coperta da una cupola trasparente. 

Sebbene il contesto urbano della città sia estremamente differente rispetto alla realtà europee ed italiane in particolare, è fortemente interessante la scelta binaria di conservazione dell’antica persistenza architettonica e della progettazione contemporanea ad essa associata. Una scuola di pensiero promulgata dal progettista italiano pienamente cosciente della conservazione e valorizzazione reciproca dell’antico e del contemporaneo. 

Un’ultima riflessione è rivolta alla necessità di intendere la progettazione culturale, con i suoi punti nevralgici, all’interno di un sistema culturale che possa e rendere il territorio competitivo in offerta culturale. Il tutto non rivolto soltanto all’economia turistica, ma anche alla qualità di vita degli stessi abitanti.

L’esempio appena descritto può essere un volano di riflessione sulle sorti della progettazione futura dei nostri contenitori museali ed istituzioni culturali che, ci si augura, possano essere più permeabili e inseriti in sistemi complessi ma comunicanti fra loro a tutto beneficio dei cittadini e dei visitatori.

Immagini Academy Museum of Motion Pictures: Renzo Piano Building Workshop 
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