La XIII Cappella del Sacro Monte torna a rivivere l’antico splendore - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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La XIII Cappella del Sacro Monte torna a rivivere l’antico splendore

La XIII Cappella del Sacro Monte è tornata all’origine con i suoi colori e le meravigliose statue al suo interno restaurate in modo magnifico. Ultimati i lavori di restauro, iniziati nel mese di marzo 2017, sono stati presentati Sabato 27 ottobre 2018 al Centro Espositivo Mons. Pasquale Macchi alla prima cappella della Via Sacra. Archeologistics ha organizzato per domenica 4 novembre 2018, una visita guidata a vetri aperti proprio della XIII cappella.

Il restauro conservativo, nato all’interno del più ampio progetto “Lo scrigno del Sacro Monte di Varese: caso studio per la conservazione programmata dei Sacri Monti” – è stato intrapreso dall’architetto Gaetano Arricobene e dalla ditta ICSA srl di Sesto Calende del restauratore Bruno Giacomelli sotto la supervisione della Soprintendenza.

Il sostegno finanziario che ha permesso alla Parrocchia, proprietaria del complesso, queste importanti opere conservative per una struttura – riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, nella rete dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia – è stato garantito da Fondazione Cariplo, che da anni è impegnata nel finanziamento dei lavori di restauro dell’intero complesso monumentale unitamente alla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese.

Il progetto Lo scrigno del Sacro Monte di Varese: caso studio per la conservazione programmata dei Sacri Monti”, redatto nell’ambito del bando di Fondazione Cariplo “Promuovere buone prassi di prevenzione e conservazione del patrimonio storico e architettonico”, si è articolato in due fasi.

IL RESTAURO

Obiettivo della prima fase progettuale è stato proprio quello di mettere a punto una metodologia comune (buone prassi) per i nove Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, sito seriale riconosciuto dall’UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità, in cui venissero delineate le linee guida per la redazione del Piano di Conservazione Programmata e Preventiva.

La seconda fase, più operativa e ancora in corso di realizzazione, prevede l’applicazione e realizzazione del Piano di Conservazione Programmata e Preventiva, dando così la possibilità di affinare le operazioni previste e calibrarne la ciclicità e l’entità.

Al contempo sono stati realizzati gli interventi individuati come prioritari e urgenti da eseguire sulla cappella XIII, cappella sulla quale, alla luce dei sopralluoghi effettuati in fase progettuale, è stata testata la bontà e l’efficacia della metodologia proposta e che è stata individuata quale emergenza conservativa in quanto in tale cappella, le superfici lapidee e gli intonaci degli esterni, la statuaria in terracotta e le pareti interne affrescate versavano in un preoccupante stato di conservazione.

Gli interventi, hanno riguardato sostanzialmente:

  • l’involucro edilizio della cappella, con un intervento sulle coperture, sulle lattonerie e sui paramenti murari, sia in pietra sia intonacati;
  • le superfici interne decorate con preziosi dipinti murali, presenti sia nella volta sia sulle pareti;
  • le 15 statue in terracotta policroma.

La struttura della XIII Cappella, monumento di rara bellezza sia dal punto di vista architettonico che decorativo, è stato realizzato con una struttura in materiale lapideo, rifinita e arricchita con parti ad intonaco e parti decorative, nonché strutturali, in Pietra di Viggiù per i prospetti esterni, mentre all’interno è riccamente decorata con straordinari dipinti murali, che ricoprono interamente la volta e le pareti, ed infine contiene quindici statue in terracotta policroma, disposte in circolo.

Prima di questo intervento, tutti gli elementi che compongono la Cappella, pur tenendo in considerazione che negli anni novanta del secolo scorso erano già stati oggetto di restauro, si presentavano in precario stato di conservazione in quanto sottoposti alla continua esposizione agli agenti atmosferici, il forte vento, il fattore umidità non trascurabile ed il gelo invernale.
Le parti in pietra di Viggiù, pietra proveniente dalle cave della fascia sud prealpina della provincia di Varese di natura sedimentaria, si presentavano coperti da abbondanti depositi superficiali, oltre alla presenza di muschi e attacco biologico.

Anche i dipinti murali interni presentavano depositi di particellato, presenza di umidità nella parte bassa. Questi degradi hanno anche parzialmente danneggiato i ritocchi eseguiti nei precedenti interventi di restauro.

Le Sculture in terracotta policroma presentavano un degrado diffuso con sollevamenti e perdita di colore, disgregazione dei punti più deboli della terracotta con presenza di diversi punti di “cuore nero”, causati al momento della cottura da una non completa combustione del materiale organico presente nell’argilla.

A completamento dell’intervento dell’interno e per preservare le opere è stato posizionato un impianto per la deumidificazione, che evita la risalita di umidità dal terreno. Questo intervento prevede un costante monitoraggio nel tempo per il raggiungimento e mantenimento dei valori ottimali per l’opera.

Visita guidata a vetri aperti proprio della XIII cappella

A pochi giorni dalla chiusura del cantiere di restauro, sarà possibile visitare, accompagnati da una guida, la cappella che ospita il mistero de La Discesa dello Spirito Santo. Per l’occasione saranno aperti i vetri dell’edificio per permettere di ammirare meglio l’interno interamente restaurato.

Ricordiamo che le visite, su prenotazione obbligatoria, hanno un costo a persona di 5 € e si terranno nei seguenti orari fissi, h 11.00, 14.30 e 16.00.