La valorizzazione dei piccoli borghi del Sud Italia, bando MiBACT - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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La valorizzazione dei piccoli borghi del Sud Italia, bando MiBACT

Il MiBACT ha lanciato un avviso pubblico per la selezione di interventi finalizzati alla riqualificazione e alla valorizzazione dei piccoli paesi del Sud Italia. L’intervento è rivolto ai comuni della Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia con una popolazione fino a 5.000 abitanti o paesi, fino a 10.000 residenti, che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (ZTO) secondo il Decreto Ministeriale n. 1444/1968.

a cura di Nicola Potenza

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della programmazione strategica nazionale 2014-2020 e in accordo con le indicazioni del Piano Strategico del Turismo 2017-2022 e la finalità è la valorizzazione di destinazioni culturali dall’alto potenziale turistico, che poco beneficiano dei flussi di visitatori dei centri limitrofi maggiori.

Il progetto è di particolare interesse perché viene riconosciuto il valore dei piccoli centri urbani, realtà peculiari del nostro paese, che ricoprono circa il 70% della superficie nazionale e oggi rischiano il totale spopolamento fagocitati dal sempre maggiore accrescimento delle aree urbane metropolitane.

È stato indetto un bando con la finalità incrementare l’attrattività dei territori interessati accrescendo la fruizione del patrimonio storico-culturale. Questo obiettivo è da raggiungersi attraverso il miglioramento del decoro urbano, il potenziamento delle condizioni di accessibilità e l’erogazione di servizi per l’accoglienza turistica e con il recupero funzionale di immobili e spazi pubblici.

TERMINE DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI FINANZIAMENTO PROROGATO AL 29 GIUGNO 2020

Nella larga maglia di interventi concessi dal bando, sono considerate spese ammissibili quelle relative ai servizi e forniture, lavori strutturali e impiantistici consulenze e spese per la pianificazione di interventi economico-finanziari o architettonici.

I comuni interessati, che possono presentare una sola proposta progettuale, potrebbero ricevere importanti contributi a fondo perduto (circa un milione di euro, cifre importanti per bilanci di piccoli comuni) da ripartire fra opere e piani gestionali volti al raggiungimento degli obiettivi indicati.

L’iniziativa si inserisce all’interno della legge “Piccoli Comuni” del 6 ottobre 2017, che prevede un investimento complessivo di 160.000.000 € entro il 2023 per il recupero e il restauro dei centri storici, la digitalizzazione dei servizi, la commercializzazione di prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta, la promozione culturale e il miglioramento dei collegamenti tra i vari paesi.

Interventi di questa natura sono decisamente auspicabili al di là del colore politico delle amministrazioni che si seguono nella direzione del Ministero e delle politiche culturali nazionali, infatti una reale comprensione delle caratteristiche costitutive del patrimonio culturale italiano può essere un elemento di conservazione e valorizzazione dell’ intero paesaggio per le generazioni future.

L’Italia, paese estremamente eterogeneo e stratificato nelle proprie identità regionali, è accomunato da nord a sud dalla presenza di realtà particolarmente importanti in termini culturali e assai diversificate, seppur piccolissime. La conservazione dell’identità nazionale non può pertanto avviarsi se non con una conservazione delle peculiarità del territorio. Occorre però precisare che potrebbe divenire interessante, se non auspicabile, un intervento maggiormente centralizzato che non lasci soltanto all’ autonomia dei comuni, l’iniziativa di attività di valorizzazione. Il rischio potrebbe essere una partecipazione a macchia di leopardo sul territorio nazionale e per non acuire ancora di più le differenze fra zone virtuose e non all’interno di un territorio già frazionato fra nord sud. Nonostante questo, l’iniziativa risulta comunque lodevole e si spera che i territori coinvolti possano presentare progetti di dignità scientifico-culturale sufficiente da ricadere all’interno dei finanziamenti previsti rivolti alla pubblica utilità.

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