La nuova Pinacoteca di Brera, 'un luogo vivo' - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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La nuova Pinacoteca di Brera, ‘un luogo vivo’

Il bacio di Hayez nel nuovo allestimento a Brera foto- ANSA

Quando abbiamo fatto tre anni fa il progetto, abbiamo promesso la riapertura nel 2018, dopo 50 anni”. Purtroppo io non sono abituato ai possibili ritardi che ci sono. Devo imparare di più sui ritmi italiani”, ammette il direttore di Brera James Bradburne, senza nascondere la frustrazione per i ritardi che fanno slittare ancora l’inaugurazione di palazzo Citterio, mentre la Pinacoteca oggi festeggia la fine del percorso di riallestimento, con la ristrutturazione delle ultime sale, la 37 e la 38, dedicate all’arte dell’Ottocento.

Un progetto ambizioso, che ha coinvolto 38 sale del museo, il restauro di due tra le più importanti opere di Francesco Hayez e  la ripertura di “Porta Gregotti”, l’ingresso principale chiuso da 100 anni, e poi ancora l’apertura del “Caffè Fernanda”, dedicato alla storica direttrice Fernanda Wittgens che fece risorgere il museo nel dopoguerra. 

Presenti il sindaco Giuseppe Sala e il ministro dei Beni e delle Attività culturali Alberto Bonisoli.  A proposito del riallestimento Bonisoli ha commentato: “Sono contento di essere giunto alla fine di un’importante tappa della rivisitazione della Pinacoteca di Brera: possiamo dire a questo punto di avere un museo che è pienamente all’interno di Milano e che si apre a tutta la città”. Il ministro ha poi aggiunto:  “la Pinacoteca di Brera può darci molti spunti per come deve essere concepito un museo. Accessibile in termini fisici, di orario, con forme di gratuità e anche in termini di narrazione”. “La sfida – ha sottolineato Bonisoli – è di giocare su questa doppia logica: da un lato rendere il museo interessante per gli appassionati, per chi già conosce l’arte e ha un gusto raffinato; allo stesso tempo deve far conoscere e rendere vicina l’arte a chi non ha avuto la fortuna o la possibilità di conoscerla”.

Per quanto riguarda palazzo Citterio, invece, verrà inaugurato “quando avrò la certezza di poter mettere i quadri in sicurezza, a questo punto potremmo contare un anno, un anno e mezzo, ma ora – sottolinea Bradburne – non posso mettere un quadro lì dentro. Non possiamo intervenire prima che sia pronto.

Sento una frustrazione ma vivo nella speranza. Stiamo aspettando le condizioni, non sono polemico, abbiamo una collaborazione con la Soprintendenza: loro aspettano di consegnare il palazzo a noi e anche noi non vediamo l’ora di aprire”. Per Bradburne “potrebbe essere gennaio ma solo quando vedrò tutti i certificati che mi dicono che c’è un clima stabile, un piano antincendio, che mi dicono che è tutto fatto, allora firmeremo la consegna definitiva, ora – spiega – abbiamo preso una consegna provvisoria e abbiamo notato delle lacune che devono essere corrette”. Il palazzo, che dista appena 150 metri, offrirà nuovi spazi per i depositi della Pinacoteca, per laboratori didattici e di restauro, e, soprattutto, per le collezioni di arte moderna del museo.

Per favorire la partecipazione e la conoscenza della nuova Pinacoteca di Brera, i biglietti  prevedono diverse agevolazioni: ingresso a 1 euro tutti i fine settimana per gli over 65, così come in tutte le giornate istituzionalmente individuate come eventi straordinari di MiBACT; biglietto a 2 euro ogni primo giovedì del mese dalle ore 18.00 alle 21.40; biglietto a 3 euro ogni terzo giovedì del mese dalle ore 18.00 alle 21.40, con concerto degli Allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbad nelle sale della pinacoteca.