La cittadella della luce divorata dalle tenebre - Il Giornale del Restauro
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La cittadella della luce
divorata dalle tenebre

stazione radio Marconi di Coltano

di Irene Perfetti

A seguito della segnalazione inviataci da una nostra lettrice, facciamo il punto su un gioiello della tecnica e della scienza dimenticato. La stazione radio Marconi di Coltano da decenni abbandonata all’incuria.

PISA – La stazione radio Marconi di Coltano, che per decenni ha irradiato luce e conoscenza, annega oggi nel buio dell’oblio e dell’incuria. Guglielmo Marconi, premio Nobel per la fisica, installò nella piccola frazione di Pisa (correva l’anno 1903) un grande impianto utilizzato per le trasmissioni a lunga distanza con un trasmettitore a scintilla.

Fu solo anni dopo, nel novembre del 1911, che lo inaugurò alla presenza del re Vittorio Emanuele III: da quel momento, e fino alla bomba che lo distrusse durante la seconda guerra mondiale, fu il centro radio più importante e all’avanguardia d’Europa, un ponte che consentiva di comunicare quotidianamente con l’Africa e il Canada.



UN LUOGO DEL CUORE

 Dal 2002, pochi anni più tardi, proprio quelle stesse istituzioni hanno partorito l’idea di creare una ‘cittadella delle comunicazioni’. Circa dieci anni fa, il Lions Club di Pisa organizzò un premio di laurea per il recupero della struttura (di proprietà del Demanio), da assegnare a un ingegnere che ne avesse progettato il restauro e il recupero a costo zero.

STAZIONE RADIOTELEGRAFICA GUGLIELMO MARCONI A COLTANO PISA

Un anno dopo, il Rotary accompagnò la figlia di Marconi, la principessa Elettra, in un tour sui ruderi dopo averle conferito un riconoscimento. Ancora più tardi (circa sei anni fa), dodicimila italiani la indicarono al Fai come uno dei ‘luoghi del cuore’, e per questo motivo da salvare dal degrado.

Nel 2010 il Comune pisano si è deciso a farne un Museo della comunicazione e della multimedialità, un palese richiamo dell’antico progetto che voleva vedere l’edificio la nuova ‘cittadella delle comunicazioni’: il museo, che sarebbe stato munito di laboratori per ricercatori e studiosi dell’università, non ha mai visto la luce. Forse dal 2014 si è aperto uno spiraglio. “Grazie al decreto legislativo 85/2010, – ha fatto sapere l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli, – è possibile il trasferimento gratuito di beni come questo agli enti locali, ma non in modo automatico.

Serve elaborare prima un progetto di valorizzazione e recupero funzionale del bene: un progetto già presentato nel 2011 ma naufragato a causa della mancanza dei fondi, circa due milioni di euro”. L’empasse potrebbe essere superato grazie ad un protocollo d’intesa firmato fra Comune, Università e Regione, con il quale vengono scelti quali fra i progetti cittadini saranno sostenuti dalla Regione, a cui il Comune aggiunge i fondi mancanti. Certo, oltre alla disponibilità economica è necessaria l’integrazione tra l’aspetto museale, quello della divulgazione e dell’impresa. Intanto, il ‘rudere della vergogna’ rimane ancora tale.

E pensare che la prima trasmissione fu diretta verso Glace Bay, nella Nuova Scozia, per poi continuare con collegamenti verso l’Africa, dove l’Italia aveva le sue colonie, e verso l’America Latina, dove si trovavano molte comunità di immigrati italiani. Nel 1931 illuminò il Cristo Redentore di Rio de Janeiro: la statua, una delle sette meraviglie del mondo per l’Unesco e icona religiosa tra le più rinomate al mondo, a 710 metri di altezza sulla cima della montagna del Corcovado, per la prima volta risplendeva di luce propria. Il pulsante fu spinto a Roma, ma gli ampere necessari per illuminare il grande Gesù partirono da Coltano: fu grazie al genio di Marconi, e a questo luogo, che la luce viaggiasse per la prima volta oltre oceano.

Gli altri ricordi legati al centro radio si intrecciano con la guerra, la stessa che pose il punto definitivo sopra la stazione stessa: una bomba distrusse le antenne e i trasmettitori radio. Da quel momento, il centro delle comunicazioni non trasmise più alcuna notizia di sé ai posteri, e il luogo da cui irradiava la luce più luminosa si spense, avvolto dal buio più nero che la storia conosca.

Lo striscione di CasaPound contro il degrado della struttura

Nella notte di giovedì 19 luglio 2018 i militanti di CasaPound Pisa hanno affisso in via Gronchi uno striscione: “Il genio di Marconi deve essere valorizzato, non abbandonato”. L’intenzione è quella di denunciare lo stato di abbandono della stazione radio di Marconi a Coltano.

L’azione fa seguito ad una serie di denunce da parte di associazioni e cittadini. “Un luogo di scienza che dovrebbe rappresentare un orgoglio per la città di Pisa è abbandonato da tempo immemore al degrado e all’incuria – afferma il movimento in una nota – la Regione Toscana e le precedenti amministrazioni comunali hanno dimostrato totale disinteresse per quest’area, alternando scuse, accuse reciproche e false promesse negli anni”.

“Lo scorso gennaio – prosegue CasaPound Pisa – è stato siglato un accordo con l’Agenzia del Demanio grazie al quale il bene è stato dato in concessione al Comune di Pisa per due anni: l’allora assessore ai lavori pubblici Serfogli promise immediatamente la pulitura dell’area e la messa in sicurezza della zona. Ovviamente tutto ciò non è avvenuto e le segnalazioni non si sono mai fermate (ultima quella in data 9 luglio). Anche le ipotesi di gestione ai privati non ci convincono in quanto esso rappresenta un patrimonio di Pisa, che l’amministrazione ha il dovere di renderlo fruibile a visitatori e turisti. La stazione radio di Marconi è un luogo altamente simbolico, rappresentazione del genio italiano che va difesa e valorizzata, non abbandonata”.