In calo i furti d’arte ma aumentano i falsi - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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In calo i furti d’arte ma aumentano i falsi

Un bilancio davvero lusinghiero per l’attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (CCTPC): da segnalare più restituzioni alla collettività di capolavori temporaneamente sottratti, una consistente diminuzione delle sottrazioni di documenti d’archivio e di materiali bibliografici con un significativo – 67,2% rispetto al 2015 e un recupero del 171,3% di oltre 94mila beni antiquariali, archivistici, librari, archeologici e paleontologici.

di Paola Guidi

Quello che è un modello mondiale per la protezione e il recupero dei beni culturali, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (CCTPC), ha messo a segno ancora una volta un bilancio davvero lusinghiero per il 2016, con una conferma di questa tendenza anche per i primi mesi del 2017.

Meno furti di arte,  più restituzioni alla collettività di capolavori temporaneamente sottratti, una consistente diminuzione delle sottrazioni di documenti d’archivio e di materiali bibliografici con un significativo – 67,2% rispetto al 2015, un recupero del 171,3% di oltre 94mila beni antiquariali, archivistici, librari, archeologici e paleontologici.

Questi i consuntici statistici dell’imponente attività di prevenzione e recupero del Comando (per un valore di 53 milioni di Euro), che, nell’ambito della contraffazione, ha realizzato un lusinghiero +31,6% nell’opera di contrasto alla contraffazione d’arte contemporanea. La contraffazione dei beni culturali, che sta assumendo a livello mondiale dimensioni preoccupanti grazie anche alle tecnologie a disposizione delle mafie finanziarie (stampe e realizzazioni in 3D per esempio) è l’unica voce  che presenta un forte incremento, un +10% delle persone denunciate per 799 falsi sequestrati dei quali ben 667 sono copie di opere contemporanee. Che – secondo la relazione annuale del Comando CCTPC- rimane l’ambito di maggiore interesse per la criminalità.

A fronte di un impegno modesto in termini artistici ed economici-prosegue la relazione-i potenziali ingenti proventi della vendita del bene quale autentico, le procedure di verifica talvolta difficoltose e con esiti contrastanti, non ché le limitate sanzioni, rendono l’azione delittuosa particolarmente remunerativa”. Ciò nonostante sale a 57 milioni di euro il valore delle opere contraffatte sequestrate dai carabinieri del CCTPC nel 2016.

DA 5 ANNI IN CALO I FURTI – Analizzando in dettaglio alcune attività delle tante elencate nella relazione,  escono indicazioni particolarmente interessanti a partire dalla sia pur lieve flessione dello 0,2% dei furti che è importante poiché il 2016 è il quinto anno  che registra una costante riduzione. Il patrimonio più difficile da tutelare, quello archivistico e bibliografico, che ha subìto nei decenni crescenti e notevoli depauperazioni, ha registrato minori violazioni e soprattutto un’intensificata attività di prevenzione e di recupero.

Ben 1.114 sono stati i controlli eseguiti sui siti paesaggistici e monumentali secondo una lunga tradizione del comando che ha sempre tenuto sotto controllo il ricco e pregiatissimo patrimonio naturale del nostro Paese. Non è stato casuale infatti il recente riconoscimento degli esperti Unesco di patrimonio dell’umanità alle nostre faggete e alle opere di difesa veneziane in quanto sintesi di valenza murarie e paesaggistiche; perché senza la lunghissima attività di monitoraggio dei carabinieri del Comando e dei nuclei –assistiti da Guardia di finanza e dalla Polizia di Stato-le offese portate da speculazioni privati e pubblici avrebbero sicuramente deturpato, depredato e rovinato le bellezze naturali del nostro territorio.

CULTURA DELLA PROTEZIONE – Le tecnologie messe in atto dal Comando e dai nuclei regionali  (cresciuti di 3 unità) hanno potuto utilizzare, oltre alle consuete tradizionali attrezzature e alla costante implementazione della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti anche i droni. Con il pattern di una serie di  attività di intelligence e di investigazione specializzata uniche al mondo e che costituiscono da decenni il modello italiano di tutela del patrimonio culturale.

Non esiste infatti in nessun paese nessuna polizia specializzata nell’ambito culturale come il Comando Carabinieri TPC. Ed è per questo che il nostro Paese ha potuto essere il primo –e il solo- paese a sottoscrivere l’appello dell’Unesco per la protezione dei patrimoni culturali dei paesi a rischio nel quadro dell’istituzione della task Force United4 Heritage.

E’ un orgoglio per il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale partecipare a questa importantissima iniziativa– sottolinea il generale Fabrizio Parrulli – grazie alla quale l’Italia potrà intervenire nelle aree di crisi, mettendo a disposizione di quelle popolazioni e dei Governi locali la propria esperienza e le conoscenze tecniche maturate negli anni per proteggere e salvaguardare, in qualunque parte del Mondo, il patrimonio culturale che è dell’Umanità”.  Parrulli ha del resto una consolidata esperienza internazionale e prestigiosi riconoscimenti per aver operato in zone di guerra. Venne scelto, tra l’altro, nel 2007 per l’addestramento della gendarmeria irachena all’interno della missione Nato in Iraq.

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