Il restauro dei mosaici – un rapido sguardo alla metodologia - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Il restauro dei mosaici – un rapido sguardo alla metodologia

Un gruppo di restauratori lavorano su un mosaico pavimentale
Nell’approccio metodologico da utilizzare nell’ambito della conservazione e restauro di un mosaico, sia parietale che pavimentale, vi sono determinate linee guida da seguire e questioni preliminari da affrontare per impostare un corretto piano di lavoro.

a cura di Eleonora Vittorini Orgeas

Nell’approccio metodologico da utilizzare nell’ambito della conservazione e restauro di un mosaico, sia parietale che pavimentale, vi sono determinate linee guida da seguire e questioni preliminari da affrontare per impostare un corretto piano di lavoro.

Una restauratrice lavora su un mosaico pavimentale

Una restauratrice lavora su un mosaico pavimentale

Una delle prime osservazioni da effettuare è se la collocazione originaria del manufatto sia all’interno di un ambiente confinato oppure all’esterno e, inoltre, se il mosaico rimarrà in situ o verrà spostato a seguito dell’intervento. Tali questioni saranno determinanti ai fini di un buon progetto di conservazione o restauro.

Un gruppo di restauratori lavorano su un mosaico pavimentale
Un gruppo di restauratori lavorano su un mosaico pavimentale

Le indagini preliminari per studiare il manufatto dal punto di vista storico-artistico ma anche per quello che riguarda le tecniche e i materiali costitutivi, sono la premessa necessaria per qualsiasi intervento conservativo.

Partendo quindi da una meticolosa documentazione grafica e fotografica per analizzare e testimoniare lo stato dell’opera, si procederà con uno studio del microclima ambientale e dei suoi agenti responsabili quali umidità, temperatura, inquinamento, luce e materiali a contatto.

Restauratori effettuano la documentazione grafica di mosaici pavimentali


Restauratori effettuano la documentazione grafica di mosaici pavimentali

Da non sottovalutare, poi, sono i danni imputabili all’azione dell’uomo a causa, non solo di un utilizzo improprio del manufatto, ma anche di restauri con scelte metodologiche e materiali non adatti allo scopo.

A seguito, verranno quindi studiati i processi di alterazione dei materiali musivi che, dopo un primo approccio visivo, dovranno essere esaminati tramite analisi scientifiche adeguate, quali indagini diagnostiche non invasive o non distruttive.

Dopo tali fasi di studio preliminari, se necessario, verranno quindi affrontate le operazioni di restauro in senso stretto quali, ad esempio, preconsolidamento, pulitura, consolidamento, ricostruzione di parti mancanti e protezione finale del manufatto.

Spolveratura di un mosaico pavimentale

Spolveratura di un mosaico pavimentale

Dettaglio dell’operazione di pulitura di un mosaico

Dettaglio dell’operazione di pulitura di un mosaico

Per ogni intervento rimangono comunque validi e applicabili i principi brandiani sinteticamente formulabili come rispetto dell’istanza estetica e storica, compatibilità dei materiali, riconoscibilità dell’intervento, reversibilità dei materiali e minimo intervento.

Ovviamente, quando si tratta di manufatti musivi, è importante chiarire come le ricerche diagnostiche e determinate operazioni di restauro (come ad esempio il preconsolidamento o il consolidamento) andranno a interessare i due elementi costitutivi fondamentali di un manufatto musivo e cioè le tessere – lapidee, ceramiche e vetrose – e gli strati di fondo costituiti dalle malte su cui sono fissate le tessere stesse.

restauratore effettua l’operazione di consolidamento su un mosaico parietale

Più complesso invece è il problema delle ricostruzioni delle lacune poiché il trattamento è volto principalmente ad attenuare il più possibile la percezione visiva delle mancanze e a migliorare la lettura complessiva del manufatto.

A seconda della tipologia delle lacune, vi sono determinate modalità di ricostruzione e specifici criteri da seguire, ma questo aspetto verrà approfondito in un prossimo articolo!

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