Il mondo della cultura si ferma fino al 1° marzo a causa del Corona virus - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Il mondo della cultura si ferma fino al 1° marzo a causa del Corona virus

emergenza coronavirus duomo di Milano (foto Ansa)
Si ferma fino al 1° marzo 2020 il mondo della cultura delle regioni settentrionali italiane a causa del Corona virus. Chiuse le università, le scuole di ogni ordine e grado, i musei, i cinema e teatri delle regioni coinvolte, nelle altre invece si evidenzia un netto calo di presenze. 

a cura Nicola Potenza

Secondo il decreto Corona virus, nel mondo della cultura la cautela si è spinta fino alla sospensione per l’ingresso gratuito in musei, parchi archeologici e in altre luoghi di natura culturale statali previsto per domenica primo marzo in tutto il territorio nazionale. L’iniziativa, che si ripete con cadenza mensile ogni prima domenica del mese, viene pertanto sospesa, come da annuncio del ministero dei Beni culturali e del turismo, nell’ottica di contenimento del Coronavirus.

Di seguito un approfondimento regione per regione sugli stop nel mondo della cultura. 

In Lombardia, la regione più colpita dal numero di contagi finora rilevati, tutti i musei, teatri e università sono in fermo a seguito dell’ordinanza firmata dal presidente della regione Attilio Fontana e da Roberto Speranza, ministro della Salute.

L’ordinanza prevede “la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato”. Anche il simbolo della cultura meneghina, Il Duomo di Milano, resterà chiuso al pubblico “in via cautelativa” almeno fino al 25 febbraio. Quest’ultima decisione è stata presa dalla Veneranda Fabbrica del Duomo con il Capitolo metropolitano. La chiusura verrà applicata alle celebrazioni e alle visite turistiche, ma l’area per le preghiere nel Duomo di Milano resterà aperta.

Non solo il Duomo ma anche un altro simbolo della vita culturale milanese settentrionale come il Teatro alla Scala, ha sospeso ogni rappresentazione, inoltre fermi tutti gli spettacoli teatrali nel resto della Lombardia e i cinema come tutti gli incontri di natura culturale previsti (presentazioni di libri, convegni ecc).

Segue il Veneto, con lo storico annullamento del Carnevale di Venezia oltre che di tutti i musei, teatri, università e luoghi della cultura regionale. Questa misura risulta di notevole impatto, essendo il mondo della cultura uno dei settori strategici dell’economia e della vita sociale lagunare. L’ordinanza, a firma del presidente della regione Luca Zaia e sottoscritta dal ministro Speranza, interessa i musei del Polo Museale Regionale del Veneto: Galleria alla Ca’ d’Oro; i musei Archeologici Nazionali di Venezia, di Adria, di Fratta Polesine e di Archeologia del Mare; Palazzo Grimani; Museo Nazionale Atestino; Collezione Salce; Museo d’Arte Orientale Venezia; Museo e Area Archeologica di Altino; Villa Pisani; Museo Nazionale Concordiese Portogruaro.

Anche la Diocesi di Venezia segue l’ordinanza regionale e per “evitare assembramenti… la Basilica di San Marco …non sarà accessibile” secondo ultima disposizione.

In Piemonte ci si allinea alle precedenti ordinanze con quella sottoscritta dal presidente regionale, Alberto Cirio che spiega “L’ordinanza sarà omogenea a quella diramata nelle altre regioni coinvolte e avrà una durata di almeno una settimana”. Oltre università, scuole e musei fa scalpore la sospensione del celebre Carnevale di Ivrea, manifestazione di cultura popolare dalla storia centenaria con la sua battaglia delle arance, sospesa solo in occasione della scomparsa del celebre concittadino Olivetti e a causa della seconda guerra mondiale.

Sebbene allo stato attuale non si manifestino situazioni di emergenza in Liguria, la regione chiude il simbolo della vita culturale genovese Palazzo Ducale oltre che l’Acquario di Genova, Galata Museo del Mare e Sommergibile Nazario Sauro, Biosfera, Dialogo al Buio e l’ascensore panoramico Bigo.

Le attrazioni hanno chiuso oggi 24 febbraio fino al 1° marzo in ottemperanza all’ordinanza emessa anche in Regione Liguria sempre per affrontare e contenere l’emergenza nazionale Coronavirus. Sospendono anche tutte le manifestazioni aperte al pubblico e le rappresentazioni del Teatro Carlo Felice, sempre fino alle ore 24 del 1° marzo 2020. 

Inoltre tutte le altre regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, fino al 1 marzo sospendono manifestazioni sportive, culturali e aperte al pubblico.

In merito al progetto culturale nazionale più atteso e di risonanza, Il programma Raffaello, per ora risulta confermato ma, se necessario, probabile uno spostamento temporale. Il presidente di Ales-Scuderie del Quirinale Mario De Simoni, nel corso di una conferenza stampa a Roma ha affermato che “In questo momento il programma è confermato, non abbiamo elementi per fare diversamente; siamo aggiornati in tempo reale su quello che succede”, aggiungendo anche che “Il piano B può essere uno spostamento temporale, con una difficile operazione con i vari prestatori, noi comunque ci atterremo rigidamente perché i decreti e le ordinanze si impongono su tutto e su tutti”, in conclusione ha rassicurato dicendo che la manifestazione non ha subito evidenti cambiamenti di programma: “Per ora non abbiamo avuto nessuna disdetta, mi aspetto comunque dei riflessi, ma i fatti per ora sono questi”, ha concluso.

La lista dei luoghi culturali dall’attività sospesa è un elenco destinato ad allungarsi di ora in ora per far fronte alla diffusione del virus nella consapevolezza di adottare tali misure non per creare allarmismi ma di effettuare qualsiasi azione cautelare per incoraggiare il contenimento delle infezioni.

In termini di perdite economiche le ultime notizie relative alla diffusione del Coronavirus stanno  fortemente danneggiando l’industria del turismo italiano. La vice-Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli afferma che “Le stime più prudenti prima della diffusione parlavano di una perdita di 5 miliardi di euro ma adesso ci troviamo nella condizione di non poter più nemmeno stimare l’impatto…”

In apertura: Duomo di Milano (foto Ansa)
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