I mondi di Riccardo Gualino, collezionista e imprenditore - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
Leonardo da Vinci. Disegnare il Futuro
4 Giugno 2019

I mondi di Riccardo Gualino, collezionista e imprenditore

Venere, 1485-90, Botticelli, particolare
L’esposizione raccoglie la ricostruzione completa della collezione appartenente a Riccardo Gualino, capitano di industria, finanziere e mecenate tra i principali protagonisti dello sviluppo industriale italiano novecentesco.

a cura di Nicola Potenza

La mostra si pone come manifesto obiettivo la figurazione del contesto sociale e culturale del mecenate e della moglie Cesarina Gurgo Salice, rappresentando l’apice della collezione raccolta fra 1920 e il 1930, a seguito del successo industriale degli stabilimenti Gaulino nel campo del legname, del cemento, della seta e dell’industria alimentare.

A questo periodo corrispondono le acquisizioni più altisonanti come la Venere” del Botticelli, il nucleo orientale con il prezioso Buddha Shakyamuni in meditazione, l’intero nucleo rinascimentale e ancora capolavori fra i quali Venere e Marte del Veronese o il celeberrimo “tramonto campestre” di Monet e molte altre opere degne di rilievo.

L’itinerario espositivo raccoglie più di duecento opere che, fra il 1930 e 31, vennero acquisite dalla Galleria Sabauda e la Banca d’Italia e vendute a raccolte pubbliche e private che cronologicamente comprendono duemila anni di storia, comprendendo da manufatti archeologici di estrema rilevanza.

La mostra risulta di particolare interesse non solo per la raccolta di straordinario rilievo con pezzi di indiscusso valore e per l’eterogeneità della collezione, ma anche per la ricostruzione, seppur temporanea, di una delle collezioni private più raffinate raccolte in Italia.

La stessa mostra permette al visitatore di effettuare una riflessione sul ruolo del mecenatismo privato quanto mai oggi attuale a seguito di un sempre maggior coinvolgimento dei privati nell’acquisizione, gestione e valorizzazione di patrimonio artistico.

Lo stesso allestimento permette la conoscenza di tratti biografici interessanti dei collezionisti, di ricostruire tratti salienti della storia italiana pre e post-bellica oltre che l’epopea derivante dalle differenti fasi di benessere economico e di successivo declino dei Gualino.

Sono anche raccolti cimeli cinematografici legati alle importanti produzioni intraprese dal collezionista come il capolavoro di Giuseppe de Santis “Riso Amaro” e altri importanti titoli della cinematografia italiana degli anni ‘50.

La mostra, inaugurata il 3 giugno, sarà visitabile a Palazzo Chiablese nel polo dei musei reali di Torino (patrimonio Unesco) fino a Novembre 2019.