Matera 2019: Congresso Lo Stato dell’Arte 17 - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Matera 2019: Congresso Lo Stato dell’Arte 17

Lo stato dell'arte 17 congresso
Lo Stato dell’Arte 17, 
10-11-12 ottobre 2019,
Chiesa di Cristo Flagellato dell’ex Ospedale San Rocco, Matera
Deadline lavoro esteso 2 agosto 2019

Redazione

Quest’anno lo Stato dell’Arte avrà luogo a Matera, Capitale Europea per la Cultura 2019. Il tema collegato alla città ospitante di quest’edizione sarà: “Chiese Rupestri e Ipogei

Le 5 aree tematiche del congresso:

Chiese rupestri e ipogei

Gli ambienti rupestri, inscindibilmente correlati al contesto ipogeo, che li include, pongono specifiche e complesse problematiche di degrado: percolazioni delle acque, comportamento fisico-meccanico in condizioni statiche o dinamiche delle rocce, caratteristiche fitogeniche dei suoli ed altre situazioni compromettenti; richiedono pertanto progetti, soluzioni conservative, interventi di restauro, scelte di materiali e campagne diagnostiche peculiari.
Sarà di particolare interesse la presentazione dei metodi e degli studi per la prevenzione e la verifica dell’integrità strutturale dei siti; esempi di progetti e proposte per la loro conservazione e manutenzione, anche in relazione ai cambiamenti climatici e alla pressione antropica derivante dalla fruizione. Esempi di ambienti ipogei, anche non rupestri, sono a loro volta ritenuti di particolare interesse per la verifica di soluzioni alle problematiche di conservazione che detti ambienti comportano.

“Problematiche di progettazione e intervento”

Interventi di restauro che si propongano di esporre le scelte critiche sui materiali e i metodi applicativi adottati. Saranno considerati anche gli aspetti progettuali di restauri che contemplino l’intervento di diversi soggetti: storici, scienziati, restauratori e l’adozione di metodi innovativi per la conservazione, completi di risultati scientifici e riflessioni critiche sul caso trattato.

“Diagnostica, ricerche e studi applicati”

Esempi di studi applicati a specifiche problematiche di intervento; ricerche di laboratorio in cui siano evidenziate, quanto più possibile, la diagnostica e le azioni messe in atto per il controllo dei risultati, sia per quanto riguarda la qualità e la progettazione degli interventi,  sia per quanto riguarda le scelte operate sui materiali e le tecnologie.

“Conservazione preventiva”

Azioni messe in atto sul patrimonio storico artistico con lo scopo di diminuire il deterioramento futuro di una o di un insieme di opere; esporre casi concreti di valutazione e gestione dei rischi, in relazione ai sistemi di sicurezza e al controllo climatico. I casi potranno riferirsi all’organizzazione e gestione di piani di emergenza in collezioni e/o depositi e della formazione del personale e del pubblico che ha il compito della tutela o che fruisce dei beni.

“Etica e sostenibilità nella conservazione del patrimonio culturale”

Aspetti di sostenibilità ambientale, sociale ed economica nel campo della conservazione e del restauro del patrimonio culturale. Riflessioni che portino a riconsiderare un certo numero di pratiche e soluzioni di conservazione tradizionali quali l’utilizzo di materiali non tossici o reperibili nelle aree di provenienza; a sviluppare nuove ricerche e a produrre nuove conoscenze nel campo delle scienze umane, della natura e dell’informazione e nella scienza dei materiali. Rientrano in questa area anche contributi che trattino di: riduzione dei costi nell’approccio etico all’innovazione e ai cambiamenti metodologici, nella climatizzazione dei depositi, digitalizzazione come strategia nella conservazione.

Deadline lavoro esteso 2 agosto 2019
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