Arte e comunicazione digitale in tempo di pandemia - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
Problemi conservativi e metodologici: il restauro di un falso ottocentesco
23 Marzo 2020
#iorestoacasa in compagnia della Reggia di Caserta
30 Marzo 2020

Arte e comunicazione digitale in tempo di pandemia

Un’improvvisa trasformazione digitale sta (finalmente) investendo il mondo dell’arte, costretta a rinnovare i propri mezzi di comunicazione per poter sopravvivere alla più grande crisi dal secondo dopoguerra.

di Marco De Donno

Negli ultimi anni ci si è accorti di quanto il mondo del web stesse prosciugando l’energia alla vita reale riducendo relazioni personali e lavorative a freddi click da tastiera. Ma in questi giorni di confinamento sociale forzato stiamo comprendendo come il mondo online è divenuto fondamentale per superare l’emergenza in atto: basti pensare alla scienza che grazie al web mette in rete conoscenze da tutto il mondo per trovare una cura a questo virus; alla politica e alle istituzioni che oggi più che mai comunicano sui canali social; o semplicemente alle relazioni tra familiari ed amici costretti e “sentirsi vicini” attraverso uno schermo. Ed in questo discorso rientra a pieno titolo anche l’Arte, le cui istituzioni hanno finalmente capito l’importanza di rimanere connesse con i propri pubblici.

Tra le tante chiusure e i rinvii forzati, sembra che il mondo dei musei abbia scoperto la digitalizzazione come forma di sopravvivenza alla pandemia globale, ma avvalersi del mondo digitale come mezzo di espressione e diffusione è una cosa che gli artisti contemporanei avevano scoperto già da anni. Mantenere la relazione con il proprio pubblico e tenere acceso il dibattito risulta perciò fondamentale in tempi in cui la chiusura per legge di mostre e fiere in tutto il mondo ha costretto a ripensare la logica della fruizione dell’arte.

Finalmente tanti musei e grandi istituzioni hanno aperto i loro archivi online, rilanciando quotidianamente contenuti tramite i propri canali social e proponendo tour virtuali attraverso i quali poter, metaforicamente, passeggiare, tra le collezioni d’arte del mondo stando seduti sul proprio divano di casa. Da anni, in realtà, alcuni direttori lungimiranti cercano di rendere collezioni e archivi digitalmente fruibili ma in molti casi una severa carenza di risorse ne ha limitato, se non soffocato, le intenzioni. Ma oggi, grandi risorse artistiche si rendono disponibili ad vasto pubblico e, potenzialmente, cercano di raggiungere tutto il mondo.

Certamente è da citare l’iniziativa quasi epica dell’UNESCO che attraverso la World Digital Library mette a disposizione di tutti una raccolta di quasi ventimila contenuti (libri, fotografie, mappe antiche, manoscritti, documenti audio) di ogni cultura e sempre in continuo aggiornamento.

La mostra Raffaello. 1520-1483 ospitata alle Scuderie del Quirinale, la più grande mostra mai realizzata sul genio rinascimentale aperta a inizio marzo e purtroppo costretta a chiudere dopo pochi giorni, viene riproposta attraverso una passeggiata virtuale così come il direttore del Museo Egizio di Torino ci accompagna alla scoperta di una delle collezioni egizie più vaste al mondo.

Si può così veramente viaggiare e spingersi nel freddo nord per visitare l’Hermitage di San Pietroburgo o andare oltreoceano e perderci nel labirintico Metropolitan Museum of Art.

Possiamo oggi avventurarci negli immensi Musei Vaticani e domani sfogliare la collezione completa della Pinacoteca di Brera a Milano o inoltrarci nei cataloghi del Guggenheim di New York.

Da segnalare anche un’interessante iniziativa della città di Chicago, decisamente unica nel suo genere, che ha creato un database consultabile online delle opere di street art della metropoli, chiamato Mural Registry. Se si ha voglia invece di approfondire un autore in particolare, l’offerta rimane ampia e ad esempio possiamo lasciarci coinvolgere dall’opera omnia di Salvador Dalì o tuffarci nella lettura e interpretazione dei taccuini di Leonardo Da Vinci custoditi al V&A Museum di Londra. Ed è tutto a portata di click!

Le risorse consultabili online sono tantissime e quelle sopra citate sono solo un invito a tutti noi a non farci prendere dall’ozio in questa quarantena forzata ma a continuare a viaggiare online e andare alla scoperta della bellezza.

Abbiamo nelle nostre mani un mondo da scoprire ma c’è anche da dire che questa digitalizzazione improvvisa dell’arte sembra essere una affannosa corsa per limitare i danni di un settore già da troppi anni in crisi, e che rischia di subire molte vittime economiche ad emergenza conclusa.

La comunicazione digitale prevede risorse e competenza, non improvvisazione, e magari questa pandemia di codiv-19 potrà anche insegnarci che il mondo del web non è da contrapporsi a quello fisico e tangibile, ma è complementare ad esso e necessita di investimenti e ricerca. La comunicazione digitale dunque pare essere, oggi più che mai, necessaria alla sopravvivenza dell’Arte e chissà se da questa storia riusciremo a impararne qualcosa.

Marco De Donno Marco De Donno
Marco De Donno è un giovane architetto laureato presso il Politecnico di Milano. Fin da subito comincia a lavorare nel mondo della comunicazione collaborando con diverse istituzioni e studi come Triennale Milano, Giancarlo De Carlo Associati e Mario Cucinella Architects. Scrive articoli per riviste online su architettura, arte e comunicazione e la sua passione è la cultura multiforme dei popoli che abitano il Mediterraneo.
LinkedIn: Marco De Donno
Instagram: @marcodedonno 

Immagine in apertura: Mostra Raffaello 1520-1483, Scuderie del Quirinale  

© riproduzione riservata

Condividi