Archeologia e nuovi racconti: l'esempio dell'archeoshow dei Fori Imperiali - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Archeologia e nuovi racconti: l’esempio dell’archeoshow dei Fori Imperiali

Il patrimonio archeologico, anche il più monumentale e riconoscibile, richiede sforzi progettuali notevoli volti non soltanto alla catalogazione, al restauro e alla conservazione. Le difficoltà più considerevoli sono di certo quelli riguardanti la valorizzazione e le attività di divulgazione.  Queste complessità progettuali sono anche definite da una percezione dell’unitarietà monumentale non completa da parte dell’utente e, a tal proposito, una corretta museografia viene in aiuto con le ricostruzioni sui materiali di divulgazione museale, ma è sufficiente?

Nicola Potenza

Posto che attualmente le priorità del patrimonio archeologico consistono in prima fase nella definizione di campagne di natura scientifica e di conservazione pura, è doveroso cogliere la sfida di una corretta scientificità delle informazioni da divulgare, ma anche di trovare modalità che permettano la completa valorizzazione nel racconto.

A tal proposito l’informatica, con le ricostruzioni tridimensionali, permette un inestimabile e immediato aiuto alla comprensione, e sempre più frequentemente la tridimensionalità sta divenendo il linguaggio più utilizzato delle istituzioni (specie archeologiche) preposte alla divulgazione. Il tutto accompagnato da una più attenta e presente comunicazione digitale dell’ intero mondo culturale.

Nonostante l’innegabile immediatezza del mezzo informatico, è necessario ricordare che la valorizzazione deve perseguire anche le finalità di riconoscibilità urbana del patrimonio archeologico, e a tal proposito l’illuminotecnica è un essenziale alleata della corretta valorizzazione urbana. Il quesito però è sempre similare:

Museografia tridimensionale e illuminotecnica di accento urbano sono sufficienti alla valorizzazione?

Una soluzione applicabile indistintamente non è fattibile, vista l’eterogeneità del patrimonio culturale stesso, ma si vuole segnalare una iniziativa dal sapore suggestivo che può contribuire in modo immediato alla scoperta del patrimonio archeologico urbano. L’iniziativa prende il nome di “Viaggi nell’Antica Roma”, un racconto di illuminotecnica e due percorsi multimediali nei Fori Imperiali di Roma.

Il programma si pone come fine ultimo di invitare i fruitori alla scoperta della Roma di era Augustea raccontata in uno dei suoi luoghi simbolo della capitale, i Fori Imperiali. L’iniziativa consiste in una esperienza definibile archeoshow a cura di Paco Lanciano e Piero Angela lanciato nel 2014 con il Foro di Augusto e poi incrementata con il Foro di Cesare.

I di due percorsi, distinti, raccontano la storia dei luoghi partendo da frammenti architettonici e colonne presenti arricchite nella narrazione con l’uso delle nuove tecnologie con filmati e proiezioni che ricostruiscono i monumenti nella verosimile ipotesi di stato originario, il tutto arricchito da colonne sonore e con il racconto di Piero Angela.

È interessante come il racconto del noto divulgatore non si soffermi solo su informazioni di natura storica, ma tratti anche la storia delle campagne di scavo realizzate per la costruzione di Via dei Fori Imperiali. Monumentale e straordinaria operazione di natura urbanistica, oltre che archeologica, realizzata tra il 1924 e il 1932.

E se le proiezioni sono fruibili da tutti i passanti, la completezza sonora del progetto è affidata all’uso di appositi sistemi audio con cuffie a coloro che decidono di acquistare l’esperienza. Oltre alla descrizione dei luoghi, il racconto reso fruibile in otto lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo e giapponese, tedesco e cinese) e si sofferma sulle figure di Ottaviano Augusto e di Giulio Cesare.

Per assistere allo spettacolo l’accesso avviene attraverso la scala collocata nei pressi della Colonna Traiana. Il pubblico attraversa quindi il Foro di Traiano su una passerella appositamente realizzata e percorre la galleria sotterranea dei Fori.

Queste scelte progettuali determinano il carattere temporaneo di racconti di questa tipologia, evidenziando determinati periodi della complessa stratificazione storica del sito rispetto all’intera totalità del dipanarsi cronologico. Tuttavia, l’espediente del supporto tecnologico e illuminotecnico adoperati alla costruzione di un racconto coinvolgente, riscuote periodicamente successo divenendo un appuntamento fisso della stagione romana, contando importanti numeri di fruitori, circa 140.000 ad oggi (nella speranza che perduri nel tempo nonostante le difficoltà del periodo).

La manifestazione, promossa dal comune romano e prodotta da Zètema progetto cultura, può rappresentare anche uno spunto di riflessione su come il patrimonio possa divenire esso stesso, con l’accorto uso delle tecnologie, scenario di nuove fruizioni che permettano una divulgazione innovativa, senza la riduzione della correttezza e scientificità delle informazioni divulgate. Il tutto rivolto ad un ampio pubblico con un racconto inclusivo e coinvolgente.

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