Andrea Emiliani morto, addio allo storico dell'arte - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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Andrea Emiliani morto, addio allo storico dell’arte

Redazione

Aveva 88 anni, Andrea Emiliani. Una vita spesa per l‘arte, la cultura e il bello e la loro diffusione nel mondo. Memoria formidabile e tratto da gentiluomo, Emiliani si è spento all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

“Straordinario uomo di cultura, ci ha insegnato a conoscere l’arte, soprattutto ci ha insegnato che l’arte può e deve essere popolare e accessibile a tutti. Questo ha fatto nella sua vita di studioso, di critico profondo da Raffaello ai Carracci, da Guido Reni a Morandi, a Federico Barocci di cui era il massimo esperto mondiale”, è il cordoglio del sindaco di Bologna Virginio Merola.

“Emiliani ha dato tanto alla nostra terra, alla nostra cultura, alla nostra città – prosegue il sindaco -. Ci ha insegnato che il museo è uno spazio aperto, che la città e l’ambiente sono museo vivo e da vivere. L’arte – lui – l’ha portata davvero ovunque e l’ha fatta uscire in strada, tra le persone. Il Comune di Bologna gli conferì l’Archiginnasio d’Oro: oggi che Emiliani ci lascia penseremo a come ricordarlo ancora tra noi, come se ci potesse accompagnare ancora tra le bellezze della nostra città”.

Storico dell’arte italiano, esperto di pittura medioevale e in particolare dell’opera di Federico Barocci.
Ha compiuto i primi studi a Urbino, per poi trasferirsi all’Università di Bologna e infine a quella di Firenze; si è laureato con Roberto Longhi e ha avuto come correlatore Francesco Arcangeli.

Nell’amministrazione dei beni culturali in Emilia-Romagna ha ricoperto la carica di Sovrintendente per i Beni Artistici e Storici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna; è stato direttore della Pinacoteca nazionale di Bologna. Inoltre è stato fondatore e presidente dell’Istituto per i beni culturali dell’Emilia-Romagna e ha fatto parte del Consiglio superiore dei beni culturali; ha infine ricoperto la carica di presidente dell’Accademia Clementina di Bologna. I suoi interessi s’indirizzano prevalentemente sulla pittura cinquecentesca e barocca del Montefeltro e della Romagna, ma anche all’ambito della museologia, presso l’ateneo felsineo ha infatti tenuto la cattedra dell’omonima materia. Si è inoltre interessato del riordino e restauro di musei e palazzi storici, e della Pinacoteca nazionale di Bologna della quale è stato direttore. Ha condotto ricerche su Federico Barocci (1975-2008), su Simone Cantarini e Giovanni Francesco Guerrieri (1957-1998), sui pittori della stagione barocca bolognese (Ludovico Carracci, Guido Reni, Giuseppe Maria Crespi e altri). Ha collaborato alle Biennali d’arte bolognese dal 1954 al 1963 e ha diretto le mostre d’arte bolognese, dal 1986 al 1993, a New York, Washington, Los Angeles, Fort Worth, Francoforte e a Stoccarda.

Il sindaco Virginio Merola ha ricordato lo studioso cui il Comune conferì l’Archiginnasio d’Oro. “Bologna piange la scomparsa di uno straordinario uomo di cultura. Emiliani ci ha insegnato a conoscere l’arte, soprattutto ci ha insegnato che l’arte può e deve essere popolare e accessibile a tutti – ha detto Merola – Questo ha fatto nella sua vita di studioso, di critico profondo da Raffaello ai Carracci, da Guido Reni a Morandi, a Federico Barocci di cui era il massimo esperto mondiale. Emiliani ha dato tanto alla nostra terra, alla nostra cultura, alla nostra città. Ci ha insegnato che il museo è uno spazio aperto, che la città e l’ambiente sono museo vivo e da vivere. Oggi che Emiliani ci lascia penseremo a come ricordarlo ancora tra noi, come se ci potesse accompagnare ancora tra le bellezze della nostra città“.

La collaborazione del professor Andrea Emiliani al “Il Giornale del Restauro”, con un percorso alla scoperta dell’immenso patrimonio artistico italiano. Un viaggio nel cuore della bellezza del nostro Paese in compagnia di uno dei più stimati e autorevoli studiosi in campo internazionale.

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