A Bologna manca la visione della cultura! - Il Giornale del Restauro e del Recupero dell'Arte
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A Bologna manca la visione della cultura!

Fabio Roversi Monaco
Fabio Roversi Monaco, presidente di “Genus Bononaie. Musei nella città”,rilancia il sistema museale della città e bacchetta Bologna per la mancanza di una strategia nel sostenere il proprio patrimonio culturale.

Alessandro Massacesi

«Questo mi induce a fare una considerazione sull’arte a Bologna. Ciascuno è libero di pensarla come vuole e che il solo fatto di aver aumentato il numero di visitatori a Bologna sia un grandissimo successo per la cultura. Io vi dico che così non è […] Bologna è legata indissolubilmente alla ricerca, alla scienza e alla cultura. Alcuni delle parti più belle della città, presenti nel centro storico sono diventate inaccessibili per i bolognesi. Per gran parte dell’anno e per almeno tre giorni la settimana. La cultura di un cibo rozzo, molto spesso conferito in modo grossolano… questa è la cultura che ha prevalso. Il numero di esercizi pubblici è cresciuto enormemente e noi non possiamo pensare che una città, con una storia senza pari, superiore ai duemila anni, debba ridurre la parte dotta della città, nello stato in cui si trova ora, con mostre fasulle […]».

Sono parole di fuoco quelle espresse dal professor Fabio Roversi Monaco, presente, in qualità di Presidente di “Genus Bononaie. Musei nella Città” alla cena del 3 dicembre, svoltasi all’Hotel Savoia Regency di Bologna, organizzata dal Rotary Club, del Gruppo Felsineo di Bologna.

Una denuncia, quella del presidente Roversi Monaco, che sottolinea come negli anni, si siano fatti molti sforzi per salvare il patrimonio morale ed estetico cittadino. Cita l’esempio dell’Osteria del Sole, risalente al 1474, acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio, per impedire che diventasse l’ennesimo esercizio commerciale, una filiale bancaria o assicurativa, ma ci sono molti altri esempi e non tutti hanno saputo tutelare il patrimonio bolognese.

Si tratta di scelte, secondo il presidente, che non nasconde la sua contrarietà, che valorizzano l’aspetto più commerciale di Bologna e a cui realtà esterne possono cercare di sopperire, ma solo in parte.

È il caso della mostra dedicata a uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano: il Polittico Griffoni di Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, risalente al 1472 che Genus Bononaie, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, inaugurerà a Bologna, dal 12 marzo al 28 giugno 2020, iniziativa cui ha contribuito anche il Rotary Club del Gruppo Felsineo di Bologna, con l’acquisto anticipato di mille biglietti, atto annunciato dal Presidente del Club Rotary Bologna, Giovanni Battista Camerini

«[…] nessuno ha più visto il Polittico a partire dal 1730. […] siamo riusciti, con uno sforzo enorme, di più e più persone a radunare i pezzi, che compongono il 95% dell’opera e ad avere la possibilità di poterli esporre a Bologna, nessuno escluso, fra marzo e giugno dell’anno prossimo.» Lo annuncia con soddisfazione, Roversi Monaco, soddisfatto di un evento che, per la prima volta dopo 300 anni, riunirà a Palazzo Fava, le 16 tavole originali dell’opera, un impresa che, tiene a sottolineare, è stata più ardua di quanto non appaia: «[…] nonostante fossero stati fatti molti tentativi in precedenza, è la prima volta che 9 musei accettano, nello stesso tempo, di concedere in prestito un bene così prezioso».

Una soddisfazione che però non basta, da sola, a rilanciare il patrimonio culturale di Bologna che, secondo Roversi Monaco, manca di una strategia di lungo periodo e di una vera politica culturale, ricordando come Genus Bonaie, al momento, sia impegnata in un’opera di manutenzione dei suoi numerosi edifici come Palazzo Achillini e qualche modifica a Palazzo Pepoli, ma il grande rilancio cittadino non può essere svolto da realtà come la sua e richiede un impegno di grande portata, fino a oggi, ancora non concretizzato. 

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